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LastrutturadelDnaè molto piùdinamicaecomplessadella classica doppia elica che siamo abituati a conoscere: in alcune regioni si possono formare dei nodi molecolari cheinfluenzanoilmodoin cui le informazioni genetiche vengonoletteeutilizzatedalla cellula. Ora, lo studio guidato dall'Università di Padova e da quella di Lubiana, in Slovenia, ha individuato ilmeccanismoche regola laformazionedi questinodi,dimostrando chepiù di una di queste strutture possonoconviverenella stessa regione.La ricerca, pubblicata sulla rivista Angewandte Chemie e che ha visto la partecipazione anche dell'Università di Perugia, potrebbe portare a identificare nuovi bersagli terapeutici etrattamentipiùmiratiper diversemalattieassociate alla presenza ditroppi nodi edi un loronumero insufficiente.
"La nostra ricerca mostra che la formazione simultanea di queste strutture non è impedita dal fatto che una ostacoli fisicamente l'altra, come era stato ipotizzato in passato: è lastabilitàdelle diverseformeche ilDnapuò assumere adeterminare sequestestrutturesiformeranno insieme oppure no, afferma Claudia Sissi dell'Università di Padova, che ha coordinato i ricercatori insieme a Jurij Lah dell'Università di Lubiana.
Per arrivare a questo risultato, gli autori dello studio hanno progettato unmodello sperimentale di Dnache permette diosservareilcomportamentodellestruttureincondizioni controllate,molto più vicine a quelle che si verificano nelle cellule rispetto a quelle finora utilizzate. La scoperta permette, dunque, dicomprendere meglio ilcomportamentodelDnaall'interno delle cellule. "Questi nodi non sono semplici curiosità strutturali", prosegue Sissi. "Possono agire comesegnali biologici chefavoriscono od ostacolanoilriconoscimentodi una determinataregionedelDna".


