Unnuovo composto molecolare anti-obesitàaiuta le cellule abruciare i grassi senza modificareiltono muscolare: itest eseguiti per ora suitopi sono consideratipromettenti per lo sviluppo di futuri farmaci per la riduzione del peso. La nuova molecola, che sfrutta un meccanismo differente e complementare a quello dei già diffusi farmaci Glp-1, è stata testata sotto la guida di Justin Lee, dell’Università della California a Berkeley, nello studio pubblicato sulla rivista Science Advances.

"Ilpeso corporeorisponde adue fattori: assumeremeno calorieo spenderepiù energia", ha detto Anders Näär, dell’Università della California a Berkeley e uno dei responsabili dello studio. “I Glp-1 agiscono quasi esclusivamente sul primo aspetto, e per questo ci siamo invececoncentrati sul secondo”. Usati già da alcuni ann,i i farmaci basati su Glp-1 sono molto efficaci nell'aiutare le persone a perdere peso e a gestire i livelli di glicemia e lo fannoriducendo l'appetitoe, di conseguenza, l'assunzione di cibo. Ma possono avere ancheeffetti collaterali, comenausea odisturbi gastrointestinalie, riducendo l'assunzione di cibo, possono potenzialmente causarecarenze nutrizionalieperdita dimassa muscolare.

Il nuovo composto molecolare chiamatoacido 5-tetradecilossi-2-furoicooTofa agisce in modo differente, ossia faaumentare ildispendio energetico accelerando il metabolismo. Noto già da tempo, questo composto è stato oramodificato in alcuni aspetti e i test sui topi hanno dimostrato cheè in grado di ridurre il grasso corporeo senza indurre significativaperdita di massamuscolare magra.

Agendo in modo molto differente rispetto ai Glp-1 i test hanno anche esplorato la possibilità di somministrazione di entrambi: "Nei nostri esperimenti di combinazione, Tofa ha agito in modo additivo o sinergico con i farmaci soppressori dell'appetito Glp-1, quindi lo consideriamocomplementare piuttosto che sostitutivo", ha affermato Näär. Ad oggi però Tofa è statosperimentato solo su animalie serviranno ancora anni per completare le eventuali sperimentazioni per la sicurezza sull’uomo da cui potrebbero poi iniziare le sperimentazioni cliniche.