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Nuove soluzioni per migliorare lecomunicazioniradio con le sonde spazialiche si trovano sullato opposto del Sole rispetto allaTerra sono state messe a punto grazie a unsistema di simulazione avanzatosviluppato dalprogetto Helios, promosso dall'Agenzia Spaziale Europea (Esa) e coordinato dall'Università di Bologna. I risultati sono pubblicati sulla rivista Radio Science.
Nel momento critico della 'congiunzione solare', quando la sonda spaziale si sposta sul lato opposto del Sole rispetto alla Terra, lecomunicazioni radio possono esserepesantemente disturbate dalplasma e dal vento solare. Di norma, per non rischiare di riceveredati incompleti o trasmetterecomandi errati, le sonde vengono messe in una sorta di stato diibernazione. Questi periodi però possono durare anche a lungo, da qualche giorno a qualche settimana.
Persuperare questiostacoli, i ricercatori del progetto Helios (Highly rEliable Links durIng sOlar conjunctionS) hanno sviluppato un nuovo sistema di simulazione avanzato delle trasmissioni tra sonde spaziali e la Terra. Grazie a questa tecnologia, hanno indagato in che modo diverse architetture di comunicazione inradiofrequenza possano garantirecollegamenti affidabili e robusti durante le fasi di congiunzione solare,anchenellecondizionipiùcritiche.
"Riuscendo a simulare nel dettaglio come si svolgono i collegamenti tra la Terra e la sonda spaziale e tra la sonda spaziale e la Terra, siamo riusciti a valutare lasolidità dei collegamenti in tuttele possibilicondizioni, individuando così le principali criticità e le possibili soluzioni", spiega Paolo Tortora, coordinatore del progetto presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell'Alma Mater. "Siamo quindi riusciti a mettere a punto diverse opzioni per estendere la disponibilità di un collegamento tra la sonda spaziale e la Terra anche in condizioni che al momento non garantiscono di operare in modo affidabile".


