Schermi flessibili a Ledche continuano afunzionare anche quando vengono  tirati e allungati. Descritti sulla rivista Nature, sono stati messi a punto dal gruppo di ricerca internazionale guidato dalla Seoul National University e dall’Università Drexel negli Stati Uniti. Il risultato di questa ricerca, il cui primo autore è Tae-Woo Lee, della Seoul National University, potrebbeinnovare non solo il mondo deglismartphone, maaprire realmente leporte all’elettronica indossabile. Schermi di questo tipo potrebbero infattiadattarsi a qualsiasi tipo di superficie, aprendo la strada a sensori cutanei in grado di mostrarevariazioni di temperatura, flusso sanguigno e pressione in tempo reale.

Il materiale alla base dei nuovi schermi flessibili si chiamaExciPh e su di esso vengono integrati i led,più resistenti anch’essi allatrazione grazie asistemi di connessioni più robusti.E’ stato così possibile costruire prototipi di schermi che possono essere deformati e allungati fino a 1,6 volte le dimensioni originarie,mantenendo quasiinalterata lacapacità difunzionamento

"Questo studio affronta una sfida di lunga data nella tecnologia Oled flessibile, ovvero ladurabilità della sualuminescenza dopo ripetute flessioni meccaniche", ha detto Yury Gogotsi, dell’Università Drexel. Da oltre dieci anni esistono infatti schermi Oled flessibili, ad esempio usati in alcuni smartphone pieghevoli o televisioni con lo schermo curvo, ma le loro prestazioni nel tempo tendono velocemente a peggiorare.

 Glischermi Oledsono infatti strutturati come una sorta foglio multi stratoil cui primo livello è fatto da polimeri flessibilisu cui viene poggiata su piùstrati l’elettronica e i microledche costituiscono poi loschermo luminoso e proprio le caratteristiche del primo strato hanno effetti sulla trasmissione elettrica dei segnali. Per un altro autore della ricerca, Danzhen Zhang, della Northeastern University,  "conferire flessibilità ai materiali conduttori comporta solitamente l'integrazione di un polimero isolante ma estensibile che ostacola il trasporto di carica e, di conseguenza, riduce l'emissione luminosa".