Più di1.700 nuove proteine erano nascoste nel cosiddetto 'proteoma oscuro', cioè l'insieme deiprodotti di regioni del Dnaumano finoratrascurate. Per la stragrande maggioranza si tratta di micro-proteine che possiedono proprietà e funzioni insolite, e che potrebbero dunque avere un ruolo importante in molte malattie umane. La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature, si deve a un vasto gruppo di ricercatori guidato da Institute for Systems Biology (Isb) di Seattle, Princess Máxima Center per l'Oncologia Pediatrica di Utrecht, nei Paesi Bassi, e Scuola di Medicina dell'Università del Michigan. Alla ricerca, che è stata resa liberamente accessibile, hanno partecipato anche ricercatori italiani dello Human Technopole di Milano.

"Ciò che mi entusiasma di più non è semplicemente l'esistenza di queste molecole, ma ciò che la loro esistenza implica", dice Robert Moritz dell'Isb, che ha coordinato lo studio insieme a John Prensner dell'Università del Michigan e Sebastiaan van Heesch del Princess Máxima Center. "Stiamo appena iniziando a capire cosa questo 'proteoma oscuro' ha da offrire", aggiunge Prensner. "È come il trailer di un film: vediamo i contorni di una visione rivoluzionaria della biologia umana. Siamo incredibilmente entusiasti del fatto che i prossimi anni apriranno nuove porteper contribuire arisolvereecurare malattieumane come ilcancro".

I ricercatori hannoesaminatopiù di 7.200 sezioni del Dna precedentemente poco studiate, un lavoro che ha richiesto circa 20mila oredi lavoroininterrottoda parte deicomputer.È emerso che circa il 25% di queste regioni produce molecole simili a proteine, anche se molto più piccole: una buona parte è formata dameno di 50 amminoacidi, i mattoncini base delle proteine. Le molecole individuate differiscono dalle classiche proteine anche per il loro ruolo ambiguo, cosa che, secondo gli autori dello studio, potrebbe renderletra le piùversatilieimportantiper la biologia umana.