Ilpiombo presente nell'inchiostrodegli antichipapiri di Ercolanopotrebbe rendereleggibili ai raggi Xalcunitesti considerati perduti a causa dellacarbonizzazione deirotoli causata dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.. Lo suggerisce l'esperimento descritto sulla rivista Plos One dai ricercatori dell'Università della California a Berkeley e del National Institute of Standards and Technology negli Usa.

Sono ormai diversi ipapiri che sono stativirtualmente srotolatigrazie all'uso combinato dellatomografia a raggi X e dell'intelligenza artificiale. Tuttavia,i raggi X faticano a distinguereiltesto,perché l'inchiostro e il papiro sono composti da materiali simili a base di carbonio. È stato però scoperto chealcune letterepresenti sui rotoli di Ercolanocontengono piombo. Dato che iraggi X riescono adistinguerepiù facilmente tra papiro e piombo, gli autori del nuovo studio suggeriscono discansionare i rotoli allaricerca di piomboe di tentare poi di srotolare virtualmentequelli che necontengono tracce.

Per verificare questa ipotesi, il team haricreato alcuni rotoli carbonizzati scrivendosu papiri nuovi coninchiostri a diverse concentrazioni di piomboe sottoponendo poi i rotoli a untrattamento termicoin un forno ad alta temperaturaper carbonizzarli. Lafluorescenza a raggi Xè riuscita arilevareilpiombonei rotolia ogni livello di concentrazione; inoltre, la tomografia a raggi X, combinata con un software appositamente sviluppato, ha permesso al team di leggere nuovamente alcune delle parole scritte. 

Questi risultati aprono unanuova, potenziale opportunità per leggere alcuni deirotoli di Ercolanopiùcomplessi. Inoltre, il metodo messo a punto per ricreare rotoli carbonizzati potrebbe contribuire a migliorare glialgoritmi per losrotolamento. Conoscendo il contenuto di questi rotoli ricreati, infatti, i ricercatori potrebberoaddestrare un algoritmo a decifrarne correttamente il testo, migliorando potenzialmente anche la capacità dell'algoritmo di leggere i testi antichi.