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Ilritorno al nucleare in Italiaèantieconomico e, se anche venisse realizzato,soddisferebbe "solo il 2% del fabbisogno energetico totale". Lo afferma ilNobel per la Fisica Giorgio Parisi, in occasione della presentazione del suo ultimo libro 'Il nostro futuro su un piccolo pianeta bisognoso di cura' presso la Sala Capitolare del Senato.
Dialogando con senatori, costituzionalisti, sindacalisti e presidenti di associazioni ambientaliste, Parisi sottolinea la necessità di elaborare una politica energetica per il Paese che segni una via alternativa al nucleare. "Dovremmorilanciare un grande piano per la coibentazione delle case, che da solo potrebbe far risparmiare una quantità di energia pari a 5-6 volte quella derivata dal nucleare", afferma Parisi.
"Bisognerebbe poiistituire un'agenziaa cui i cittadini possano rivolgersi per ricevere assistenza, per esempio nell'installazione di impianti fotovoltaici. Allo stesso tempo, sarebbe necessario migliorare lamanutenzione delle infrastrutture, come gli acquedotti, e ripensare un grandepiano per il trasporto dei pendolari, puntando su soluzioni più efficienti e capaci di ridurre i consumi energetici", spiega il fisico.
Anche la questione deidata centerdovrebbe essere affrontata in modo costruttivo. "Va bene realizzarli - osserva Parisi - ma nulla impedisce di chiedere alle aziende interessate di costruire anche impianti di rinnovabili per alimentarli e sistemi per il riciclo dell'acqua".


