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Far sentire il ‘profumo della scienza’: per questo ilNobel GiorgioParisi ha scritto illibro “Le simmetrie Nascoste. Perché la fisica è alle radici dell’intelligenza artificiale di oggi e di domani”, con la collaborazione di Anna Paris (Rizzoli, 300 pagine, 19 euro). E’ unviaggio nella storia della scienzache insegue il filo rossoche dalla fisica arrivaalle reti neuraliallabase dell’intelligenza artificialeed è anche un’autobiografia scientifica che nel 2021 lo ha portato a vincere il Nobel per la Fisica.
“Una delle cose più importanti èfar vederecome funziona la scienza dall'interno, far sentire il gusto della scienza e il profumo di come funziona”, ha detto Parisi a margine della presentazione del libro organizzata a Roma, al teatro Quirino, con Serena Dandini. “Capire come funziona la scienza è importante perché aiuta anche a fidarsi di più della scienza” ed è ugualmente “fondamentale, specialmenteper quanto riguarda ilfuturo, capire quanto sia importante laricerca pubblica in Italia,inEuropa e nelmondo”, ha detto ancora Parisi. Per Dandini “la cosa bella di questo libro è che ti apre un mondo, ti fa veniregrandi curiosità e lafisica diventa unamateria per tutti: è come fare unviaggio con un amicoattraverso la complessità”.
Il viaggio inizia dai passi che dallafisica statistica del XIX secolo, con l’introduzione delconcetto diprobabilità, hanno fatto emergere il tema della complessità. Dagli elettroni alla borsa valori, dagli ecosistemi fino al cervello, i fenomeni complessi, sonoognuno diverso dall’altro.Parafrasando l’incipit del romanzo ‘Anna Kenina’,Parisi osservache, mentre “i sistemi semplici si somigliano tutti, ognisistema complesso e complesso a modo suo”. Per capire questo “modo nuovo e diverso di guardare la natura” servono strumenti diversi, ossia una nuova matematica. "Quando si incomincia a studiare un sistema - osserva Parisi nel libro - la prima domanda che i fisici si pongono è ‘quali sono le sue simmetrie? Quali trasformazioni posso applicare senza che il sistema cambi?’”.
Forte di questi nuovi strumenti, ilviaggio alla ricerca delle simmetrie nei sistemi fisiciprosegue fino allericerche sul cervelloe a quelle sulle reti neurali: un “divertimento intellettuale”, come Parisi ha definito la scienza, paragonabile a unpuzzle che si componesenza conoscere il disegno. E’ proprio questa la sfida dell’intelligenza artificiale, uncampo che è appena agli inizi ("l'IA è un'intelligenza fatta di parole, disjncarnata", ha dettoil Nobel) così come c’è ancora molto da capire sul funzionamento del cervello. Siamo comunque in tempo per individuare ipossibili problemi, primo fra tutti “l’enormerischio del monopolio di fatto”,evitabile solopromuovendo “conoscenze condivise”. C'è infatti "un nuovo mondo tecnologico da costruire - osserva Parisi - e non possiamo permetterci che la sua progettazione sia funzionale solo a una manciata di aziende private. Gliinteressi della collettività devono diventaredominanti, e per questo serve una conoscenza condivisa". Per questo, conclude, sarebbe importante istituire un Centro europeo per l’IAsul modello del Cern: “l’Europa, che è rimasta indietro negli ultimi anni, deve essere preparata a contribuire alle nuove rivoluzioni informatiche, ha le capacita per farlo e un’istituzione di questo tipo potrebbe operare in sinergia con quello che gia esiste”.


