PHOTO
Unocchio più acutoper scrutare i segreti del cosmo, senza dover costruire telescopi più grandi: un team di ricercatori dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) ha realizzato laprima dimostrazionedellasuper-risoluzione angolaremai ottenuta con unradiotelescopio a parabola singola,superando quanto, per decenni, è stato considerato un confine fisico invalicabile: il limite di diffrazione. Il risultato, ottenuto con ilSardinia Radio Telescope (Srt) dell'Inaf da 64 metri di diametro, dimostra che "è possibiledistinguere dettagliestrutture astronomichealtrimenti difficilmente osservabili, aumentando artificialmente il potere risolutivo dello strumento senza modificarne il diametro e, soprattutto, con costi contenuti".
Luca Olmi, tecnologo dell'Inaf e primo autore dello studio pubblicato sulla rivista Experimental Astronomy, spiega che "illimite di diffrazionedi un telescopio è statoerroneamente considerato insuperabileper moltidecenni. Sebbene tale affermazione sia stata successivamente corretta sul piano teorico, il nostro lavorodimostra per la prima volta, e in forma operativa, chetale limite è superabile. Suggeriamo, inoltre, un metodo per aumentare considerevolmente le capacità osservative e scientifiche di un telescopio, incrementandone il potere risolutivo".
Ciò che hareso possibilequestoprimato è stata lasuperficie attiva del Sardinia Radio Telescope. "Il potere risolutivo di un telescopio è lacapacità didistinguere dettagli molto piccolio dioggetti celesti molto vicini. La risoluzione - prosegue Olmi - dipende direttamente dall'apertura (o diametro) del telescopio:maggiore è il diametro,più alto è il potere risolutivo, ed è normalmente limitato, appunto, dal processo fisico di diffrazione".
Il metodo sviluppato e sperimentato dal team di ricerca dell'Inaf consiste nell'aumentare artificialmente il potere risolutivodel telescopio senza aumentarne il diametro, ottenendo così la cosiddetta super-risoluzione. "Anche un telescopio relativamente piccolo potrebbe avere, con questo metodo, lo stesso potere risolutivo di un telescopio più grande, al costo di una perdita accettabile di sensibilità. Questo - conclude - ovviamente può aumentare le potenzialità osservative e scientifiche di un dato telescopio".


