Realizzata lamappa più nitidadellamateria oscura, la materia invisibile che costituirebbe il 26% della materia presente nell'universo e finora rilevabile solo grazie ai suoi effetti gravitazionali. Pubblicata sulla rivista Nature Astronomy, la ricerca si è basata suidati raccolti daltelescopio spaziale James Webb, delle agenzia spaziali di Stati Uniti (Nasa) Europa (Esa) e Canada (Csa), E' stata coordinata da Diana Scognamiglio, del California Institute of Technology (Caltech) e l'Italia ha partecipato con Greta Toni, dell'Università di Bologna e dell'Istituto Nazionale di Astrofisica.

"E' lapiù grandemappa della materia oscura che abbiamo mai realizzato con Webb - ha detto Scognamiglio - ed èdue volte più nitidadi qualsiasi altra mappa di questo tipo realizzata da qualsiasi altro osservatorio.Finora ne avevamo solo un'immagine sfocata, ma adessovediamo l'invisibile impalcatura dell'Universocondettagli sbalorditivi".

Nonostante sia noto che la materia oscura costituisca circa il 26% della materia dell'Universo, è difficile da rilevare perchénon emette né assorbe luceed è quindiinvisibile ai telescopi convenzionali. Tuttavia, la suaforza di gravitàinfluenza ipercorsi della luceproveniente dallegalassie lontanee, dunque,misurando lelievi distorsioninelle forme di un numero molto elevato di galassie distanti, è possibileottenere una mappadella presenza della materia oscura.

Per realizzarla i ricercatori hannopuntato il telescopio Webbin un'area di cielopoco più grande del doppio della Luna piena, nella quale hanno individuato ben250mila galassiefino ad andareindietro nel tempofino acirca 11 miliardi di anni fa. La mappa mostraenormi ammassi di galassie, reti di ponti filamentosi oscuri (filamenti di materia oscura, lungo i quali si distribuiscono gas e galassie), egruppi di piccole galassie.

I datisupportano l'ipotesiche lamateria oscura, con la suagravità, abbia avuto unruolo chiavenell'attirare la materia ordinariae facilitare la nascita delle prime galassie poco dopo il Big Bang. "Questa mappa - ha aggiunto Gavin Leroy, coautore dell'Università di Durham nel Regno Unito - rivela il ruolo invisibile ma essenziale della materia oscura, ilvero architettodell'universo, che organizza gradualmente le strutture che osserviamo attraverso i nostri telescopi".