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Èprontala prima 'farmacia vivente', un piccolodispositivo impiantabilecontenentecellule ingegnerizzate, che sono in grado diprodurre farmacidirettamente all'interno del corpoper diversesettimane.È stata messa a punto da un gruppo di ricercatori guidato dalle statunitensi Northwestern, Rice e Carnagie Mellon University, che hanno pubblicato il risultato ottenuto sulla rivista Device. Il dispositivo, che è statotestatoneiratti,potrebbe rivoluzionare il modo con il quale vengono curate moltepatologie croniche, eliminandolanecessitàper i pazienti di portare con sé e assumere regolarmente farmaci.
Le farmacie viventi non sono un concetto nuovo, ma finora si sono scontrate con un grosso ostacolo: quando le cellule ingegnerizzate vengono raggruppate in un dispositivo, rimangono presto senza ossigeno e muoiono. Per risolvere il problema, i ricercatori coordinati da Omid Veiseh della Rice University, Jonathan Rivnay della Northwestern e Tzahi Cohen-Karni della Carnagie Mellon hanno messo a punto un sistemacheproduce ossigeno esattamente dovelecellulenehanno bisogno, scindendo le molecole d'acquacircostanti.
Oltre al generatore di ossigeno miniaturizzato, il dispositivo chiamatoHobit contieneanche unacamera per le cellule geneticamente modificate, unabatteriae altri componenti elettroniciche servono aregolarelaproduzionediossigenoe acomunicarecondispositivi esterniin modalitàwireless.
Per dimostrare le capacità della piattaforma, gli autori dello studio hanno ingegnerizzato le cellule per far loroprodurre contemporaneamentetre diverse molecole, e hannoimpiantatoi dispositivisottolapellediratti.Per tutta la durata dell'esperimento, cioè 30 giorni, ilivellideifarmacinel sangue degli animali sono rimastistabili ed elevati, e il 65% delle cellule è rimasto vitale, contro il 20% circa dei dispositivi tradizionali.


