Ricostruita lastoria di unacoppia di stelleche si trova in unafase rarissimadella suaevoluzione. Il risultato si deve alla ricerca coordinata dall’Italia, con l’Istituto Nazionale di Astrofisica e l’Università di Bologna, ed è pubblicato sulla rivista Astronomy & Astrophysics Letters.

La stella, indicata con la siglaNgc 362D, è unapulsar millisecondo, ossia unastella di neutronicheruota centinaia di volte al secondo, e la suacompagna è la piùgiovane nana biancafinora osservata in un sistema di questo tipo. Sono state scoperte grazie al radiotelescopio MeerKAT, in Sudafrica, nell’ambito del progetto Trapum (TRAnsients and PUlsars with MeerKAT). I dati radio hanno permesso determinare la posizione della pulsar, rendendo così possibile la ricerca della sua compagna, dalla luce molto più debole, nelle immagini raccolte dal telescopio spaziale Hubble tra il 2006 e il 2016.

 In questo modo è stato possibile verificare chela compagna di Ngc 362D si trova in unafase cheprecede il completoraffreddamento e la suaevoluzione in una nana bianca. Dalla ricerca è emerso inoltre che la nana bianca emette, nell’ultravioletto, meno luce di quanto atteso e una possibile spiegazione è cheattorno alla stellasia ancora presente delmateriale capace diassorbire parte dellaradiazione emessae che potrebbe costituire unatraccia delperiodo nel quale, permilioni di anni, ledue stellesi sonoscambiate materia. Il trasferimento di materia verso la stella di neutroni si è concluso circa 600 milioni di anni fa: un intervallo relativamente breve su scala astronomica. 

 Per Greta Ettorre, prima autrice dello studio e dottoranda dell’Università di Bologna, “quello che rende questosistemaparticolarmente interessante è la possibilità diosservarlo in unafase molto precocedella suaevoluzione”.