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La missioneCrew 11 èrientrata con unammaraggio allargo della California. E' la prima volta, nei 25 anni di storia della Stazione Spaziale Internazionale, che un equipaggio rientra in anticipo per un problema di salute a uno dei suoi membri.
Dopo167 giorni in orbita sono tornati a Terra con la navetta Crew Dragon Endeavour gli astronauti Zena Cardman e Mike Fincke, entrambi della Nasa, Kimiya Yui dell'agenzia spaziale giapponese Jaxa e Oleg Platonov dell'agenzia spaziale russa Roscosmos. Adesso iniziano le operazioni di recupero della navetta.
L'ammaraggioè avvenuto puntualmenteal largo di San Diego, come era previsto, quando era ancorapiena notte. La navetta Crew Dragon Endeavour è stata accompagnata dalle squadre di recupero e issata sulla nave dove, non appena aperto il portello i quattro membri dell'equipaggio hanno avuto un primo rapido controllo medico, come di routine.
Ilprimo a uscire dalla navettaè stato il più anziano dell'equipaggio della missione Crew 11,Mike Fincke(58 anni) della Nasa. Ha salutato sorridente e quindi si è accomodato sul lettino, come accade sempre per gli astronauti che rientrano dopo lunghe missioni in assenza di peso.
La seconda a lasciare la navetta è stataZena Cardman, anche lei sorridente e anche lei accompagnata sul lettino, come gli altri due membri dell'equipaggio:Kimiya Yui, dell'agenzia spaziale giapponese Jaxa, eOleg Platonovdell'agenzia spaziale russa Roscosmos.
Tutti e quattro adesso dovranno sottoporsi ai controlli medici, sempre necessari al rientro di una missione spaziale di lunga durata. Per motivi di privacy, la Nasa non ha mai dato dettagli sull'identità dell'astronauta le cui condizioni di salute hanno reso necessario il rientro anticipato della missione.
La navetta Crew Dragon Endeavoursi era sganciata dalla Iss intorno alle 23,00 italiane del 14 gennaio e durante il viaggio di rientro, durato oltre dieci ore, non ci sono stati problemi.
I quattro astronauti della missione Crew 11 dovranno trascorrereuna notte in ospedale "per ulteriori accertamenti":lo hanno detto l'amministratore capo della Nasa, Jared Isaacman, e il capo del direttorato della Nasa per le operazioni relative alle missioni spaziali, Joel Montalbano, nella conferenza stampa organizzata dall'agenzia spaziale americana dopo il rientro della navetta Crew Dragon Endeavour.
Il rientro dell'equipaggio è avvenuto circa un mese in anticipo a causa di un problema medico a uno degli astronauti, "le cuicondizioni rimangono stabili", ha detto Isaacman. L'identità dell'astronauta e la natura del problema di salute non sono resi noti dalla Nasa per ragioni di privacy.
Ladecisione delricovero di una notte, hanno aggiunto Isaacman e Montalbano, era statapresa giorni fa: "prima del rientro- ha detto - la Nasa aveva coordinato il trasporto di tutti e quattro i membri dell'equipaggio in un ospedale locale per ulteriori accertamenti, sfruttando le risorse mediche sulla Terra per fornire la migliore assistenza possibile".
Dopo i primissimi controlli medici non appena usciti dalla navetta, i quattro gli astronauti sono startiportati in ospedale in elicotteroe , dopo la notte in ospedale, tutti e quattro andranno alJohnson Space Center della Nasaa Houston, dove saranno sottoposti ai tradizionali controlli medici al rientro da una missione.
"Non è stato un problema legato all'ambiente della Stazione Spaziale.La stessa cosa sarebbe potuta accadere sulla Terra", ha detto Isaacman.
"Non potrei essere più orgoglioso dei nostri astronauti e dei team a terra della NASA, di SpaceX e delle nostre partnership internazionali", ha aggiunto. "La loroprofessionalità e la lorodedizione hannomantenuto la missione incarreggiata, anche con unatempistica modificata. Crew-11 hacompletato oltre140 esperimenti scientificidestinati a far progredire l'esplorazione umana. Missioni come Crew-11 dimostrano la capacità insita nel programma spaziale americano: la nostra capacità di riportare a casa gli astronauti quando necessario, lanciare rapidamente nuovi equipaggi e continuare a spingere sui voli spaziali umani mentre ci prepariamo per la nostra storica missione Artemis II, dall'orbita terrestre bassa alla Luna e infine a Marte".


