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Mini-isole di fegatosono statefatte crescere direttamente nell'organismodi untopo e questo primo risultato potrebbe essere unapripista per larigenerazione dialtri organiche sono stati danneggiati, a partire dalcuore o dalpancreas. A rendere possibile questo intervento senza precedenti è stata la combinazione delle tecniche diingegneria dei tessuticon quelle dellabiologia sintetica, descritte sulla rivista Science Advances dal gruppo dell'Università di Harvard guidato da Christopher Chen e da Sangeeta Bhatia.
Da tempo è possibile realizzaremini-strutture, una sorta di isolesulle quali coltivare tessutidi singoli organi, e il cuisviluppo viene guidata daquattro fattori di crescita. Sono state ottenute in questo modo porzioni del fegato e, nonostante le incredibili capacità di autorigenerazione di quest'organo, finora non si è riusciti a fare in modo che si impiantasse in un organismo vivente. Accade infatti che al di fuori del laboratorio la crescita delle cellule del tessuto epatico, le cosiddettecellule epatocitarie primarie umaneoHep, si blocchi.
Per indurre econtrollare in modo sicurolaproliferazione dellecellule Hepin unorganismo vivente, e in futuro nei pazienti umani, i ricercatori hanno utilizzato labiologia sinteticaper realizzarequattro linee dicellule deltessuto connettivo (fibroblasti), ognuna delle quali produce uno deiquattrofattori di crescita, a condizione che sia presente unantibiotico molto comune, ladoxiciclina. Perfermare la crescita, bastaeliminare l'antibiotico. La tecnica, chiamataBoost (acronimo dall'inglese ''bioengineered on-demand outgrowth via synthetic biology triggering') dovrà ancora essere perfezionata ma di sicuro, per i ricercatori, i risultati ottenuti sui topi possono essere considerati unaprova di principiodella suavalidità.
I topi nei quali è stato fatto sviluppare il fegato, è stato osservato un "aumento del 500% nella proliferazione" e il nuovotessuto è statoben tollerato, senza "alcun segno di fibrosi dovuto all'invasione di cellule immunitarie e all'infiammazione dei fibroblasti, né crescita tumorale. "Questirisultati sono statiparticolarmente entusiasmantiper noi", ha affermato un'altra autrice della ricerca, Amy Stoddar.
"La nostrastrategia Boost getta le basi per un futuroin cui leterapie cellulari per organi solidipotranno esserecontrollate in modo non chirurgicoin base alle esigenze dei pazienti e dei loro medici", ha detto Bhatia . Una tecnica che, sottolineano gli autori, potrebbein futuroessere usata anche per guidare lacrescitadialtri tessuti, ad esempio quellocardiaco o quello delpancreas.


