BOLZANO. I dati della Pubblica amministrazione altoatesina saranno custoditi in un'unica infrastruttura digitale. È questo l'obiettivo del progetto di migrazione verso il Data Center Alto Adige di Bolzano, dove stanno confluendo progressivamente le informazioni finora archiviate in modo decentralizzato da enti pubblici, scuole, Comuni e strutture sanitarie.

L'operazione, affidata a Informatica Alto Adige Spa (IAA) su incarico dell'Agenzia per l'Alto Adige digitale (AgAAD), ha già portato al trasferimento di diversi petabyte di dati. La migrazione delle informazioni provenienti da sanità, scuole e Comuni è ormai in gran parte conclusa, mentre il completamento dell'intero progetto è previsto entro la fine del 2028.

«Tutti i dati degli enti pubblici dell'Alto Adige verranno trasferiti nel nuovo Data Center Alto Adige. In questo modo concentriamo gli investimenti in un'infrastruttura comune e aumentiamo la sicurezza nella conservazione dei "gioielli della corona" dell'Amministrazione provinciale», spiega Josef T. Hofer, direttore dell'AgAAD e della Ripartizione Informatica. La decisione di centralizzare l'infrastruttura era stata assunta dalla Giunta provinciale nel 2022.

Secondo il direttore generale di IAA, Stefan Gasslitter, il nuovo modello rappresenta un deciso passo avanti rispetto al passato. «Mentre un tempo i singoli server erano distribuiti tra le diverse Ripartizioni e le scuole, ora tutto viene concentrato in un'unica sede, garantendo standard di sicurezza e una gestione professionale nettamente superiori».

Dal 2026 il Data Center Alto Adige è sorvegliato 24 ore su 24 e risponde ai requisiti dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN), con classificazione AI-2 per la gestione dei dati critici. A supporto della struttura principale è operativo un secondo data center a Brunico, che assicura la continuità del servizio attraverso un sistema di replica costantemente sincronizzato.

«I due data center sono fisicamente separati e sincronizzati al millisecondo, così da garantire l'accesso ai dati anche in caso di eventi naturali o altri guasti», sottolinea Christian Steurer, direttore del Competence Center per la sicurezza informatica.

L'intervento è finanziato con circa 22,5 milioni di euro del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), ai quali si aggiungono le risorse del PNRR destinate alla migrazione verso il cloud. Entro il 2028 entreranno nel sistema centralizzato anche gran parte dei dati del catasto, del libro fondiario, delle Comunità comprensoriali, dell'Università e della Protezione civile.