Più di11mila asteroidi, di cui 33 in orbita vicino alla Terra e 380 oltre l’orbita di Nettunosono statiscoperti'al primo sguardo' dall'osservatorio VeraRubininstallato in Cile, uno dei più attesi telescopi al mondo inaugurato nel 2025, finanziato dalla National Science Foundation degli Stati Uniti e dall'Ufficio scientifico del Dipartimento Usa dell'Energia, e che ora ha pubblicato il primo set completo di dati.

"E’ solo la punta dell'iceberg e dimostra che l'osservatorio è pronto", ha detto Mario Juric, dell'Università di Washington e responsabile del progetto Rubin per il Sistema Solare. "Ciò che prima richiedeva annio decenni per essere scoperto – ha aggiunto –Rubin lo porterà alla lucein pochi mesi.Stiamo mantenendo la promessa, ossiarinnovare radicalmente il nostroatlante del Sistema Solare e aprire le porte a scoperte che non abbiamo ancora immaginato". 

Nel complesso Rubin ha portatoin appena un mese e mezzo di attività alla scoperta di oltre11.000 asteroidi i cui dati sono disponibili liberamente in un catalogo interattivo. Tra questi, 33 sono definiti come Near Earth Objects, ossia asteroidi che orbitano vicino al nostro pianeta, nessuno di questi rappresenta una minaccia per la Terra e il più grande ha un diametro di circa 500 metri. 

Ben 380 oggetti sono invece dei transnettuniani, corpi ghiacciatiin orbita oltre Nettuno,edue di questi, denominati2025 LS2 e 2025 MX348, si trovano suorbiteestremamente ampie ed allungate. Nei loropunti più distanti, questi due asteroidi raggiungono unadistanza dal Sole circa 1.000 volte maggiore di quella della Terra,collocandosi tra i 30 asteroidi più distanti conosciuti. 

Chiave del successo dell'osservatorio Rubin è certamente lastrumentazione otticama, sottolineano i responsabili del telescopio, anche l’imponentesistema software capace di analizzarne i dati. "Cercare un oggetto transnettuniano – ha detto Matthew Holman, dell’Harvard & Smithsonian – è come cercare un ago in un pagliaio: tra milioni di sorgenti luminose intermittenti nel cielo, insegnare a un computer a vagliare miliardi di combinazioni e identificare quelle che con ogni probabilità corrispondono a mondi lontani del nostro Sistema Solare ha richiestoapprocci algoritmici innovativi".