Sembra essersiformato dairesti dellastella ormai mortaattorno a cui orbita, il rarissimo 'pianeta-fenice' individuato nei pressi di unanana bianca, il nucleo collassato di un astro che ha ormai esaurito il suo combustibile. Pubblicata sulla rivista Nature Astronomy, la scoperta guidata dall'Università britannica di Warwick dimostra che ipianeti di seconda generazionepossono formarsi anche intorno a tipologie di stelle molto comuni, e apre interrogativi sul futuro del Sistema Solare: forse, è possibile che anche le ceneri del Sole diano origine a nuovi pianeti.

Lenane bianchesono oggetti estremamente densi dotati di unaelevatissima gravità, dunque in grado diattrarre materialedai pianeti che gli orbitano intorno. Nell'atmosfera dellastella HS 0209+0832, i ricercatori coordinati da Boris Gänsicke hanno trovato unafirma chimicamoltoinsolita: sono stati rilevatielementi stranamentepesanti comezinco,rame eniobio, che vengono prodotti solo durante lamorte di una stella. Ciò suggerisce che la nana bianca si stia nutrendo di un pianeta gigante formatosi a partire dai resti della stella stessa.

I dati provenienti dal telescopio spaziale Tess della Nasa hanno fornitoulteriori prove: gli autori dello studio hanno rilevato unsegnale diluminosità proveniente direttamente dalpianeta, che siripete ogni 4,4 giorni. Tale segnale è compatibile con ungigante gassosodelle dimensioni diGiove, che ruota su un'orbita molto strettamostrando alla stella sempre la stessa faccia. A una distanza così ravvicinata, l'atmosfera esterna del pianeta dovrebbe evaporare a causa dell'intensa radiazione e il materiale ricadrebbe sulla superficie della nana bianca, generando così l'insolita firma chimica osservata.