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IlSole è piùattivo che mai: negli ultimi giorni ha prodottodecine di brillamenti, cioè violente eruzioni di materia estremamente energetiche, tra cuialcuni molto potenti che hanno raggiunto laclasse X,la più alta. Uno degli ultimi di classe X4.2, emesso il 4 febbraio, ha innescato un temporaneo blackout delle comunicazioni radioin alcune parti dell'Europa meridionalee dell'Africa occidentale, un'interruzione che non ha però causato danni.
"I blackout radio sono fenomeni che avvengono normalmente in queste circostanze - dice all'ANSA Mauro Messerotti, docente di Meteorologia spaziale all'Università di Trieste - e solitamente non producono conseguenze particolari perché sono ben noti e ben monitorati". Protagonista di questa esuberante attività è laregione solare attiva 4366, attualmenterivolta verso la Terra, che negliultimi giorniha prodotto sei brillamenti di classe X. Ha anche raggiunto un'estensioneenorme, pari a15 Terre messe l'una accanto all'altra.
"La regione 4366è la più attiva dell'attuale ciclo solare e comprende unnotevole numero di macchie solari", aggiunge Messerotti. "È caratterizzata da unacomplessità magnetica molto elevatae continua a produrre brillamenti. Ora, inoltre, si trova anche nellaposizione che è meglio connessa con il campo magnetico terrestre".
Finora, però,solo uno dei numerosi brillamenti prodotti è stato accompagnato da un'espulsione di massa coronale, o Cme, che ha raggiunto la Terra tra il 4 e il 5 febbraioinnescando una tempesta geomagnetica molto deboledi classeG1, come riporta il Centro di previsione meteorologica spaziale dell'agenzia statunitense Noaa. "Per produrre una Cme serve una configurazione magnetica specifica che evidentemente la regione 4366 non possiede - conclude Messerotti - ma non è detto che non possa svilupparla nei prossimi giorni".
"Laregione attiva 4366mostra unacomplessità quasi paragonabilea quella che provocò l'Evento di Carrington, la più grande tempesta geomagnetica mai osservata, registrata nelsettembre 1859", dice all'ANSA anche Mirko Piersanti, professore all’Università dell’Aquila ed esperto di Meteo spaziale. "Stiamo monitorando la situazione, perché se emettesse un altrobrillamento di intensità simile a quello X8.1generato qualche giorno fa- afferma Piersanti - quello associato alla Cme che ha colpito la Terra solo di striscio, glieffetti potrebbero esseremolto pericolosiper i nostriapparati tecnologici, ora che la regione si trova in posizione migliore".


