Occupapoche decine di millimetri il primo laser ultraveloceintegrato suchip, in grado dicompetere perpotenza e rapidità degli impulsi condispositivimolto piùingombranti e costosi. Pubblicato sulla rivista Nature, il risultato ottenuto da ricercatori del Politecnico Federale di Losanna (Epfl) in Svizzeraaprela strada adispositivi portatilicapaci disfruttarefinalmenteimpulsilaser rapidissimi, che duranopochi milionesimi di miliardesimo di secondo: ad esempio, perrilevareagenti inquinanti,individuaredifetti nascostineimaterialio eseguire diagnosi mediche, ma potrebbe portare anche aorologi atomici compattiper i sistemi di comunicazione e navigazione del futuro.

"Per oltre vent'anni, un laser ultraveloce ad alta energia su chip è stato ampiamente considerato il Santo Graal della fotonica integrata", commenta Tobias Kippenberg, che ha coordinato lo studio. "Il nostro risultato dimostra non solo che è possibile, ma che può essere realizzato con un'architettura sorprendentemente elegante - aggiunge Kippenberg - che la comunità scientifica aveva trascurato".

I ricercatori si sono infatti basati su una tipologia di laser nota come 'oscillatore Mamyshev'. In questo strumento,l'impulso laserpassa attraverso unacavità racchiusa tra due filtri,ognuno dei quali lascia passare una porzione diversa dello spettro cromatico. Gliimpulsipiùintensisi espandono in un'ampia gamma di colori, una partedei quali riesce a passareattraverso ifiltri,mentre gli impulsi più deboli non si espandono a sufficienza e vengonorespinti.

Per essere integrata su un chip, la cavità del laser lunga 42 centimetri è stata ripiegata fino a occupare uno spazio delle dimensioni della capocchia di un fiammifero. "Conpotenzeche raggiungono il livello deikilowatt- dice Zheru Qiu, primo firmatario dello studio - ilchippuòalimentare applicazioni esigentiche per lungo temposono dipese da laser grandi e costosi".