Sono100mila volte più sottilidi uncapello e promettono di aprire le porte all’elettronicadelfuturo, con un grande balzo verso laminiaturizzazione. Sono inuovi nanotubi, ossia strutture tubolari fatte nitruro di boro,all’interno delle quali il materiale chiamato disolfuro di molibdenopermette di condurre elettricità. Sono stati messi a punto in Giappone, all’Università di Tokyo, e descritti sulla rivista Science.

Previsti almenodieci anni fa, sono staticostruiti soloadesso a causa delladifficoltà di ottenerestrutture cosìpiccole che sianostabili. Sono gli eredi dei primi nanotubi, che erano fatti di carbonio e, sebbene siano ancora infase sperimentale, indicano possibiliapplicazioni nell'elettronica dei semiconduttori, nei sensori ad alta risoluzione e nella ricerca sullafisica quantistica

“Abbiamo realizzato la sintesi di nanotubi semiconduttori con precisione atomica e diametri nanometrici.”, dice il responsabile della ricerca, Yusuke Nakanishi del dipartimento di Scienza dei materiali avanzati dell'Università di Tokyo. 

Imetodi tradizionaliper produrre i nanotubi permettono di lavorare solo con diametri superiori a 10 nanometrie su strutture atomiche irregolari,ma Nakanishi e il suo gruppo sono riusciti aottenere strutture definite e ordinatedelle dimensioni di1 nanometro.“Nei nanotubi – osserva - anche piccole differenze strutturali possono influenzare fortemente le loro proprietà. Se la struttura può essere controllata con precisione, le proprietà risultano più uniformi, il che è essenziale per ottenere prestazioni affidabili e riproducibili nei transistor. Il loro vantaggio principale risiede nelcontrollo strutturale a livello atomico”. 

Ricadute importanti di questa tecnica potrebbero riguardare itransistor, sempre più difficili da ottenere con strutture regolari a mano a mano che le loro dimensioni si riducono, ma al momento – dicono gli autori della ricerca, le applicazioni pratiche sono ancoralontane. Bisogna infatti superare ancorasfide importanti, comeaumentare lalunghezza dei nuovi nanotubi e sperimentare nuovi materiali, come quelli magnetici e superconduttori.