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Realizzareanalisi chimiche dellasaliva degliastronauti per misurare parametri fondamentali come l’efficienza delsistema immunitario o il livello distress: c’è riuscito sullaStazione Spaziale Internazionale Aphrodite, l’esperimento tutto italiano che apre le porte alla futura realizzazione di mini-laboratori per analisi cliniche direttamente nello spazio,pensati per lefuture colonie su Luna o Marte.
Si èconcluso con successoil primo dei 4 esperimentiprevisti con Aphrodite, “orane realizzeremo altriper verificare che il nostro innovativo strumento sia in grado di ripetere più volte le stesse tipologie di analisi”, ha detto all’ANSA Augusto Nascetti, della Scuola di Ingegneria Aerospaziale della Sapienza Università di Roma, che ha sviluppato il progetto in collaborazione con l’Università di Bologna e Kayser Italia Srl nell’ambito di un progetto dell’Agenzia Spaziale Italiana.
Si tratta delprimo di una serie di test perverificare ilfunzionamento di un cosiddetto ‘chip on lab’,ossia unpiccolo dispositivopensato comemini-laboratorio di analisi chimiche e biologicheal cui interno sonopresenti tutta una serie disensori per le misure, quasi completamenteautomatizzato e che puòessere riusato più voltee per più tipologie di misure.
Ilprimo test è stato eseguito dall’astronauta francese dell’Agenzia Spaziale Europea Sophie Adenot, attualmente impegnata in unamissione sulla Iss di circa 8 mesi di cui sono statimisurati 2 parametri come il livello di cortisolo e il Dhea,il primo legato allo stress e il secondo al sistema immunitario.
“La vera innovazione - ha aggiunto Nascetti - è che abbiamo dimostrato di potermisurare più parametri nello stessomomento usando un solo campione di saliva, richiedendo pochissima attività da parte dell’astronauta, e con un dispositivo riutilizzabile, non più usa e getta come si è fatto finora”. Un traguardo importante che dimostra concretamente lapossibilità di poter in futurodotare avamposti spaziali più remoti di veri e proprilaboratori di analisi biomedichesenza più dover inviare periodicamente i campioni, come avviene oggi, a Terra per essere analizzati.


