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Tetti verdi sugli edificie 'materassi' di suolo al posto di asfalto e cemento: sono alcune delle misure che potrebberoaiutare le cittàaresistere meglio alcaldo torrido. Lo dice Paolo Pileri, professore ordinario di Pianificazione territoriale e ambientale al Politecnico di Milano.
"Se vogliamo attuare un veropiano di adattamento climaticonelle nostrecittà, serve unforte cambiamento culturale. La tecnologia può aiutarci solo in parte: dobbiamocambiare il nostromodo di viveree le nostreabitudini", afferma l'esperto. Realizzare deitetti verdi sugli edifici, ricoprendoli di vegetazione ove strutturalmente possibile, "è sicuramente unamisura utileperridurre le temperature, ma da sola non basta", sottolinea Pileri.
La prima raccomandazione, rivolta soprattutto ai sindaci, è quella difermare il consumo di suoloe didemolire leparti delle cittàche non servonopiù. "Non è detto che un vecchio capannone abbattuto debba essere sostituito per forza con qualcos'altro, anche se si tratta di un condominio dalle eccellenti prestazioni energetiche. Si possono creare delleporosità nel tessuto urbano, in modo chele città tornino a respiraregrazie a unamigliore circolazione dell'aria", osserva l'esperto.
L'altra parola d'ordine èdepavimentazione, che consiste nell'eliminare porzioni di asfaltorigenerando il suolo sottostante. "Possiamoridurre parcheggi sovradimensionatiche non vengono sfruttati appieno, ma possiamo ancheridisegnare strade inutilmente larghe, incroci e aree di sosta. Si possono scorticare pure certearee asfaltate interne a ospedali e strutture scolastiche, restituendole come aree verdi e rifugi climatici per la cittadinanza".
Una volta depavimentate, queste areenon vanno genericamente ricoperte con un praticello. "Servonointerventi, a volte anche complessi, perrigenerare un 'materasso' disuoloche siaspesso almeno 30 centimetri, in modo dagarantire il drenaggio dell'acquae lagenerazione di unecosistemain grado diabbassare le temperature", sottolinea Pileri. "Un prato al sole ha una temperatura mediamente inferiore di 5-8 gradi rispetto all'asfalto in ombra".
Ultimo, ma non per importanza, è l'intervento sullamobilità. "Bisognapotenziare il trasporto pubblicoperdiminuire le auto in circolazione", raccomanda l'esperto del Politecnico. "Con le loro lamiere sotto il sole, agiscono come dei veri e propri termosifoni, restituendo calore con temperature di 2-3 gradi superiori a quelle dell'asfalto rovente".
Per attuare un vero programma di transizione ecologica "servonoinvestimenti importanti- sottolinea Pileri - ma pensiamo anche alletante professionalitàche potremmo mettere in campo e valorizzare, proprio quelle verso cui si stanno orientando le nuove generazioni".


