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Si chiamaTribar ilprimo robotin grado di affrontarecadute da diversi metri di altezzaper poicontinuare a muoversisuterreni accidentati: ha unastruttura semplice,flessibile eleggera, formata datre barre rigidesospese in unarete di cavi elastici, ma potrebbeaprire la stradaallo sviluppo dirobot più complessidestinati a operare inambienti pericolosi o remoti, come lezone colpite da calamità naturalie lesuperfici di altri pianeti. Lo indica lo studio pubblicato sulla rivista Nature Machine Intelligence da un team italo-americano guidato dall'Università di Yale, al quale partecipa anche l'Università di Bologna.
Tribarcombina laresistenza agli urticon ilcontrollo autonomo: utilizzasensori flessibiliincorporati nei cavi esensori di movimentointegrati al suo interno per stimare la propria forma e il proprio orientamento. I ricercatori hanno testato la sua capacità di muoversi su diversi tipi di terreno (tra cuierba,ghiaccio,ciottoli esabbia) e di affrontarependenze fino a 28 gradi.
Hanno inoltremesso alla provale sue capacità di movimento lungopercorsi rettilinei,curvi etriangolari. Il robot èriuscito anche aresistere a unacaduta da un ponte alto 5,7 metrisopra una superficie asfaltata, che i ricercatori descrivono comela caduta più alta mai registrata per un robot del suo genere. Nonostante l'impatto, Tribarha continuato a muoversianche dopo la caduta.
Gli autori dello studio ritengono che questa combinazione di resistenza agli urti, sensori e sistemi di controllo potrebbe permettere airobot del futurodi muoversi inambienti inaccessibiliai robot tradizionali, comepareti rocciose,crateri o aree colpite da disastri. Inoltre, questo progetto potrebbe rappresentare ilpunto di partenzaper lo sviluppo di nuovi robot ad alta capacità di resistenza.


