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Unfenomeno che sfida ilimiti dellafisica potrebbe aprire la strada anuove tecnologie piùefficienti perl'energia solare, comepannelli fotovoltaici edispositivi cheproducono combustibile aidrogeno. Un gruppo guidato dall'Università di Cambridge, del quale fanno parte anche ricercatori italiani dell'Università di Pisa, ha scoperto che lavibrazione delle molecoleche si innescaquandounmateriale assorbelaluce,finora considerata un limite, può invece diventare unpunto di forza: lo studio pubblicato sulla rivista Nature Communications dimostra che, oscillando nel giusto modo, lemolecole possono trasformarsi in 'catapulte' in grado dilanciare elettroni a velocità incredibili, appena 20 quadrilionesimi di secondo.
Quando laluce colpisceimateriali a base dicarbonio si genera unacoppia di elettroni, leparticelle cariche negativamenteche formano gli atomi insieme a protoni e neutroni. Affinché i dispositivi come le celle solari lavorino in maniera efficiente, questa coppia devescindersi il più rapidamente possibile, in modo daminimizzare la quantità di energia persa. Finora, però, si pensava che ciò richiedesse condizioni particolari che risultavano svantaggiose.
I ricercatori guidati da Pratyush Ghosh hanno dimostrato che non è così. Hanno costruito un sistema che, in teoria, avrebbe dovuto separare i due elettroni molto lentamente e che, invece, ha fatto l'opposto. Le analisi hanno infatti rivelato che lemolecole,assorbendo laluce, hanno iniziato avibrare con specifici movimenti adalta frequenza, che hanno permesso dilanciare gli elettroni in una minuscola frazione di secondo.
"Abbiamo progettato un sistema che, secondo la teoria convenzionale, non avrebbe dovuto trasferire la carica così velocemente", commenta Ghosh. "Secondo le regole di progettazione convenzionali, questo sistema avrebbe dovuto essere lento, ed è questo che rende il risultato così sorprendente".


