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Quasi lametà deitopi geneticamente modificatiutilizzati neilaboratori di ricerca presenta unprofilo geneticochenon corrisponde esattamentea quellodichiarato: sebbene la maggior parte delleincongruenze sia di entità minore e poco rilevante, ce ne sono alcune chepotrebbero compromettere la validità e lariproducibilità degli esperimenti, a causa dielementi genetici nascostiin grado di alterare i risultati biologici. Lo dimostra un ampio studio pubblicato sulla rivista Science da un gruppo di ricerca statunitense guidato da Fernando Pardo-Manuel de Villena dell'Università del North Carolina.
I ricercatori hanno analizzato611 campioniprovenienti da341 ceppi di topiconservati presso i Mutant Mouse Resource and Research Centers (Mmrrc), una rete di risorse per la ricerca supportata dai National Institutes of Health (Nih).Confrontando l'identità di ciascun ceppocon il suoeffettivo profilo genetico, hanno scoperto che il47% dei campionipresentavadiscrepanze tra i nomi ufficiali dei ceppi e i loro profili genomici effettivi.
La maggior parte delle incongruenze riguardavadiscrepanze tra i sotto-ceppi dichiarati e quelli rilevati, unaclassificazione erratadel tipo di ceppo o lamancata indicazionedellapresenza diimportanti costrutti genetici. Inalcuni casi, i ceppi si sono rivelatigeneticamente più uniformi e riproducibilidi quanto suggerissero i loro nomi, mentrealtri contenevano variazioni genetiche inaspettateche potevano influenzare significativamente i risultati sperimentali. Hanno destato particolare preoccupazione alcuni elementi genetici nascosti in grado di alterare i risultati biologici e compromettere il rigore e la riproducibilità degli studi. In conclusione, solo il 20% circa dei ceppi esaminati soddisfaceva pienamente le aspettative associate ai loro nomi.
Per ovviare a questo problema, gli autori dello studio propongono uncontrollo di qualità genetica standardizzatoe ad alta risoluzione per avere modelli murini coerenti e affidabili per la ricerca biomedica. Invitano inoltre le riviste a valutare attentamente i risultati di quegli studi che non garantiscono tali standard.


