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Unguscio stampato in 3D con unamembrana di silicone trasparente: è l'uovo artificialemesso a punto dall'azienda americana Colossal Biosciences perriportare in vitaspecie di uccelli estintee salvaguardare quelle minacciate. Dopo lericerche sul mammuthe ilmetalupo, è il nuovo capitolo di quella che l'azienda chiamade-estinzione.
Al momento l'uovo artificiale, del quale l'azienda ha parlato ma non ha descritto in una pubblicazione scientifica, ha fatto da incubatore a26 pulcini: una sorta di collaudo prima di affrontare il vero obiettivo, ossia riportare in vita ilmoa gigante dell'Isola del Sud(Dinornis robustus), un uccello neozelandese alto tre metri che deponeva uova delle dimensioni di un pallone da rugby.
Un progetto ritenuto interessante da parte del mondo scientifico, come si legge sul sito della rivista Nature, ma impossibile da valutare senza alcun dato a disposizione. L'azienda di Dallas, afferma l'amministratore delegato Ben Lamm,non prevede una pubblicazione scientifica in proposito, mentre spera di commercializzare la tecnologia e di renderla disponibile anche per iniziative di conservazione della natura.
Da decennisi cerca di far schiudere uccelli dauova artificialie il primo successo in questo campo risale al 1998, con embrioni di quaglia. A queste prime uova, di vetro, sono seguite quelle di plastica trasparente allo studio in Giappone.
Lamembrana sembra essere ilpunto debole dell'uovo artificiale della Colossal Biosciences e al momentonon è in grado di favorire lo sviluppo completo di un embrione.La sua finestra trasparente sulla parte superiore permette di controllare quanto accade all'interno. La stessa azienda dice che gli embrioni, con il tuorlo e l'albume, sono stati trasferiti nelle uova artificiali 36-40 ore dopo la deposizione e finora sono nati 26 pulcini.


