Il23 febbraio 1956,70 anni fa, laTerra vennecolpita da unagigantesca tempestadiradiazioni solari, conlivelli fino a 50 volte superiorialla norma e chefece impazzire i sensori di tutto il mondo. A scatenarla fu unpotentissimo brillamento, una violentaeruzione di materia che avviene quando l'energia immagazzinata dai campi magnetici sulla superficie del Sole viene improvvisamente rilasciata.All'epoca non c'erano satellitie glieffetti si fecero sentire soprattutto sulletelecomunicazioni, mase un evento simile avvenisse oggi, idanni sarebberoincredibilmente più elevati.

"Metterebbe gravemente a rischio la tecnologia", dice all'ANSA l'esperto di meteo spaziale Francesco Berrilli, professore all'Università Tor Vergata di Roma e membro dell'Accademia dei Lincei. "Centinaia disatelliti verrebberodistrutti odanneggiati, impiegheremmoanni perricostruirli e lanciarli nuovamente".

La tempesta geomagnetica del 1956 venne favorita da una serie di circostanze eccezionali, come sottolinea Berrilli. Il Sole si trovava nel picco di attività del suo ciclo di 11 anni, ma questo non è l’unico ciclo che interessa la nostra stella: ce ne sono altri molto più lunghi, che possono sovrapporsi a quello più noto di durata undecennale. È quello che è avvenuto 70 anni fa: il Sole era, infatti, all’apice anche di un altro dei suoi cicli, e la sua attività era dunque a livelli che non sono mai più stati osservati da allora. Perché un evento di tale portata si ripeta, però, queste condizioni non sono indispensabili.

"Non abbiamo assolutamente modo di prevedere eventi simili- afferma Berrilli - e al momento gli sforzi sono concentrati soprattutto suprevisioni di 24-48 ore, che permetterebbero almeno di mettere isatelliti in modalità sicura. Da unpunto di vista puramente statistico, ci si aspetta che unatempesta geomagnetica come quella del 1956possa avvenireogni 50 anni circa. Il problema - commenta il ricercatore - è chepotrebbero verificarsiancheeventi molto più potenti di quello. Tuttavia, la tempesta di 70 anni fa ha lasciato anche un'importante ereditàscientifica: ha permesso diconfermare alcune teorie sul vento solare- conclude Berrilli - e dicapire meglio come funziona il Sole".