Unamalattia autoimmunerara e molto grave, nella quale le cellule immunitarie attaccano ilmidollo spinalee ilnervo ottico, èin remissione da 15 anni grazie a unaterapia a base di cellule staminaliche è statasperimentata per laprima voltasudue persone, un uomo e una donna. E' stata somministrata in Italia nel 2009 e 2010. Non ha curato la malattia, chiamata neuromielite ottica (Nmosd) ma,come riporta la rivista Nature sul suo sito, ha portatonotevoli miglioramenti, ad esempioristabilendo le funzioni neurologiche, permettendo l'utilizzo più efficiente delle braccia ed eliminando il bisogno di farmaci per alleviare i sintomi. I risultati sono stati ora pubblicati sulla rivista Med dal gruppo di ricerca italiani guidato da Giorgio Orofino e Angela Genchi dell'Istituto San Raffaele di Milano.

Lo studio, al quale ha partecipato anche l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ha evidenziato tuttavia anchealcuni effetti collaterali:linfonodi ingrossati,carenza di anticorpie untumore alla vescica. Lo sviluppo di tumori secondari non è raro dopo un trapianto di cellule staminali, così come le infezioni, e per questo i ricercatori affermano che laprocedura dovrebbe essereriservata solo a persone giovani che non riscontrano miglioramenti con le terapie standard.
Secondo gli autori dello studio, irisultati positivisuggeriscono però che sianecessario avviare sperimentazioni cliniche più ampie.

Nell'ambito del trattamento, chiamatotrapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche, le cellule staminali di undonatore compatibilevengono prelevate dal sangue e poi trapiantate nel paziente. Questa procedura è già utilizzata per trattare alcuni tipi di tumori del sangue e alcune patologie, come l'anemia falciforme. Prima del trapianto i due partecipanti sono stati sottoposti a chemioterapia per rimuovere le cellule immunitarie che producevano gli anticorpi 'ribelli' e, dunque, le staminali hanno poi sostituito completamente il loro sistema immunitario.