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Calcolarela posizione geografica (latitudine) diqualsiasi punto sulla Terra risalendofino al periodo di massimo splendore del supercontinente Pangea,320 milioni di anni fa, con unaaccuratezzasenza precedenti.E' Paleolatitude.org, innovativamappa interattiva online, sviluppata da un team internazionale a guida dell'Università di Utrecht e descritta sulla rivista Plos One. Oltre aricostruire la storia geologica, consente di analizzare laresilienzadellabiodiversitàponendo le basi per la nostra comprensione dell'evoluzione climatica.
La base di questo strumento è il Modello Paleogeografico di Utrecht e permette di rappresentare in modo dettagliato le complesse catene montuose e placche tettoniche scomparse. "Sono stati incorporati - spiega Douwe van Hinsbergen dell'Università di Utrecht, che ha coordinato assieme a Bram Vaes dell'istituto di ricerca Cerege il team - i movimentidi piccoleplacche tettoniche, così come quelli deicontinenti perduti. Tracce della Grande Adria, l'Himalaya della Tetide o l'Argolandia sono, infatti, presenti nelle rocce 'ripiegate' delle catene montuose del Mediterraneo, dell'Himalaya e dell'Indonesia". La mappa rappresenta ilprimo modello globaleche permette dicollegarequesteroccealle loroplacche originali, scomparse nel mantello terrestre, tracciandone ilpercorso nel tempo.
Le ricostruzioni paleogeografiche sono state ottenute in due fasi che hanno tenuto conto dellevariazioni nel tempo e nello spazio. Nella prima è stato visto come le placche tettoniche si muovevano l'una rispetto all'altra, "spiegando" le rocce piegate nelle montagne a causa dello spostamento delle placche e disponendole una accanto all'altra. Fondamentale è stato stabilire lacorretta latitudinein cui di trovavano le rocce nel tempo determinando così l'angolo dei raggi solari e quindi anche ilclima locale. Nella seconda fare sono state analizzate leinformazioni magneticheimmagazzinate nelle rocce antiche.
"L'angolo formato dal campo magnetico terrestre e dalla superficie terrestre - sottolinea Vaes - cambia gradualmente dai poli verso l'equatore ed è quindi legato alla latitudine. E molte rocce contengono minerali magnetici che hanno 'registrato' la direzione del campo". "Questo ci permette - conclude Emilia Jarochowska, paleontologa dell'Università di Utrecht - di mostrare come labiodiversità si è sviluppata a diverse latitudinie quindi indiversi climinel corso del tempo e cosa è successo a livello globale durante e dopo leestinzioni di massa, ad esempio a causa del rapido riscaldamento o raffreddamento della Terra".
Il modello, annunciano i ricercatori, verrà ora esteso fino all'esplosione cambriana della vita complessa, 550 milioni di anni fa.


