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È stataindividuata unarara mutazione geneticache aumenta notevolmente ilrischiodi sviluppare un tumore ai polmoni,soprattutto in coloro che non hannomai fumato. I portatori di questa variante, indicata con lasigla Egfr T790m, presentano un rischio 25 volte superiore, che saleaddirittura a 62 volte nei non fumatori.La stima arriva dallo studio pubblicato sulla rivista Science e guidato dal Dana-Farber Cancer Institute di Boston, che ha analizzato i dati genetici di 3,37 milioni di cittadini statunitensi di origine europea. Ciò ha permesso dirintracciare l'origine della mutazione, che sarebbe arrivata proprio dall'Europa.
La maggior parte dei casi di tumore al polmone è legata all'uso del tabacco, ma quelli che emergono nei non fumatori costituiscono un problema globale crescente. Tuttavia, ifattori genetici ereditariche contribuiscono a questi tumori rimangonopoco compresi. Per fare luce sulla questione, i ricercatori guidati da Jaclyn LoPiccolo si sono basati su una grande quantità di dati, riuscendo così a evidenziare il legame tra il tumore e la mutazione Egfr T790m.
I risultati indicano che questavariante genetica risultapericolosasoprattutto per i soggetti che non hanno mai fumato, aumentando la probabilità di sviluppare un tumore al polmone di 62 volte. Per fare un confronto, l'aumento del rischio associato al fumoè di circaquattro volte.Gli autori dello studiohanno anche riscontrato una concentrazione sproporzionata della mutazione negli Stati Uniti Sud-orientali,in particolare inTennessee e Alabama. Ciò suggerisce che sia arrivata quiportata da britannici e irlandesidurante l'epoca coloniale, e che si sia poidiffusa ulteriormente tra lepopolazioniche sonorimasterelativamenteisolatein queste zone.


