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Ha5,3 milioni di annilanecropoli di baleneche è statascoperta sul fondale dell'Oceano IndianoSudorientale, nella cosiddettaFossa Diamantina: quella è l'età, infatti, deifossili più antichirecuperati e analizzati nella ricerca pubblicata sulla rivista Nature. Il cimitero si trova a unaprofondità compresafra 4.200 e 7.000 metrie siestende per circa 1.200 chilometri: è dunqueil più vasto e profondomai individuato. La scoperta, che gettanuova luce sugli ecosistemi degli abissi, si deve al gruppo di ricerca internazionale dell'Istituto di scienze e ingegneria degli abissi (Idsse) dell'Accademia Cinese delle Scienze, dell'Università di Pisa e dell'Istituto nazionale di ricerca sull'acqua e l'atmosfera della Nuova Zelanda.
"Questa scopertaci permette di conoscere meglio la biodiversitàche caratterizzaambienti estremiancorain gran parte inesplorati", dice all'ANSA Giovanni Bianucci, professore ordinario all'Università di Pisa e co-autore dello studio guidato da Xiaotong Peng dell'Idsse. "Si tratta di 'laboratori dell'evoluzione': vi si evolvonoforme di vitaparticolarmente adattate a questi ambienti estremi che sonouniche - continua Bianucci - si trovano soltanto qui".
Grazie a 32 immersioni con l'aiuto di unveicolo sottomarinofatte nella zona della Fossa Diamantina nel 2023, i ricercatori hanno individuato la necropoli, formata da 485 siti di resti fossili di balene eda 5 carcasse ancora attive, che cioè sono attivamentecolonizzate e consumate da altri organismi. "C'era già qualche indizio - commenta Bianucci - mala scoperta è stata casuale". Ladensità dei restiè unica per siti di questo tipo: raggiunge i759,5 individui per chilometro quadratoe ciò vuol dire che l'area potrebbe contenereoltre 10 milioni di carcasse di balena.
Quando una balena morta affonda e si adagia sul fondale oceanico può dare vita a unricco e complesso ecosistemache supporta una vasta gamma di organismi. Sui resti, infatti, sono state trovate tante specie diverse, comemeduse,ofiure ostelle serpentine,vermi perforatori di ossaemolluschi che vivono in simbiosi conbatteri. "A quelle profondità, i fondali sono come deserti - afferma il ricercatore - e le carcasse di balena formano delle 'isole', ossia ecosistemi isolati e autosufficienti: possono fornire nutrimento agli organismi che li abitano anche per centinaia di anni".
La maggior parte deifossili appartiene aglizifidi, una famiglia di cetacei odontoceti, cioè provvisti di denti, nota anche come 'balene dal becco'. Sono rappresentate specie sia viventi che estinte, e a queste ultime appartiene anche una nuova specie mai identificata prima, che è stata chiamataPterocetus diamantinae. "Nonostante costituiscano la seconda famiglia più numerosa di cetacei dopo i delfini - aggiunge Bianucci - gli zifidi sono molto poco conosciuti, perché vivono in mare aperto e possono immergersi per periodi molto lunghi arrivando a grandi profondità. L'elevatissima concentrazione riscontrata nella Fossa Diamantina - conclude - indica che, evidentemente, quella è per loro una zona di caccia".


