Lasuper-tempesta solare che ha colpito la Terra a maggio 2024haraggiunto ancheMarte, dove laquantità di radiazioniemessenormalmente in 200 giorni è stata rilevatain sole64 ore. Adosservare questofenomeno fuori dal comune c'eranodue sonde europee: Mars Express, lanciata nel 2003, edExoMars Trace Gas Orbiter(Tgo), in orbita attorno al Pianeta Rosso dal 2016. Idati raccolti dai due orbiter dell'Agenzia Spaziale Europea sono ora pubblicati sulla rivista Nature Communications, nello studio guidato dall'Imperial College di Londra. Questeinformazioni sonofondamentali per lefuture missionispaziali dirette suMarte, dove èassentelaprotezione offerta dal campo magnetico terrestre e letempeste solari possono, dunque, creare moltipiù problemi sia ai veicoli chead eventualiastronauti.

Per analizzare l'impatto della super-tempesta, i ricercatori guidati da Jacob Parrott hanno usato una tecnica nota da decenni, ma sperimentata dall'Esa su Marte solo negli ultimi anni.  Appena10 minuti dopoche un fortebrillamento solare avevacolpito il Pianeta, Mars Expresshalanciato unsegnale radio alla sonda Tgo nel momento in cui questa stavascomparendo all'orizzonte. Grazie alla posizione dei due veicoli, perciò, ilsegnaleè statodeviato dai vari strati dell'atmosfera marzianaprima di essere captato,portando con sé importanti informazioni suciascuno strato.

I dati mostrano che latempesta solare haprovocato un drammatico aumento di elettroni in particolare indue fasce: quella a110 chilometri di altitudine,dove l'aumento è stato del 45%, e quella a130 chilometri, dove le particelle cariche hanno registrato un incredibile+278%. "La tempesta ha anche causato errori nel funzionamento dei computer di entrambi gli orbiter - aggiunge Parrott - un tipico pericolo del meteo spaziale. Fortunatamente, le sonde sono state progettate tenendo conto di questo aspetto e si sono riprese rapidamente".