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Levele solaripotrebbero diventare ilmezzo perportare astronauti nello spazio interstellare: le prime vere sonde a vela per esplorare i confini del Sistema Solare potrebbero essererealtà al massimofra 20 anni, secondo lo studio pubblicato sulla rivista Acta Astronautica. Coordinata da Debdut Sengupta, dell'Imperial College di Londra, la ricerca analizza i progressi fatti nel settore in questi anni. Se sul nostro pianeta abbiamo imparato ad esplorare i mari per raggiungere nuove terre sfruttando le vele, lo stesso potrebbe avvenire anche nello spazio, usando laspinta prodotta dallaluce del Sole.
Da decenni si stanno esplorando le possibilità di usare la luce come una sorta di vento capace di spingere una vela sottile. L'idea è, per esempio, alla base dellaBreakthrough Starshot, la missioneproposta nel 2016per inviare piccole sonde verso la stella più vicina alla Terra.Proxima centauri. L’idea era quella di realizzare grandi vele e illuminarle da Terra con un potente laser. le cui particelle di luce (fotoni) avrebbero potuto dare una lieve ma costante spinta fino a portare le sonde a velocità elevatissime. Una soluzione complessa che al momento è a corto di finanziamenti ma, osserva Sengupta, le vele solari potrebbero ancora rappresentare il futuro.
Alcune delle possibilistrategie vincenti per ilfuturo, rilevano gli autori della ricerca, sono quelle proposte dalle missioniSvarog eSolar Cruiser, ideate rispettivamente da studenti dell'Imperial College di Londra e dalla Nasa.
Svarog propone di fare una sonda capace di tuffarsivicinissimo al Solee subito dopoaprire la velacosì da essere accelerati dall’effettocombinato dellaforza gravitazionalee poi spinti dalla radiazione solare: un mix che consentirebbe poi di raggiungere i confini del Sistema Solare in appena un anno.
Solar Cruiserinvece funzionerebbe come una specie di kite surf, con una vela capace di mantenere una sonda inperfetto equilibrioin un punto distante dal Sole, bilanciando la forza di attrazione della stella e la radiazione in arrivo.
Due missioni differenti ma che, secondo Sengupta, potrebbero mettere alla prova le sfide ingegneristiche per lo sviluppo delle vele solari e poi essere usate per missioni più ambiziose, come il trasporto umano.


