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Versocomputer che potrebbero apprendere ed elaborare informazioni in modo più efficiente dal punto di vista energetico,ispirandosi al funzionamento delcervello umano: a rendere possibile questo sviluppo è la ricerca pubblicata sulla rivista Nature Electronics e coordinata dal Politecnico di Losanna (Epfl) con il gruppo di Andras Kis e alla quale hanno partecipato l'Università di Pisa, la Shanghai University, l'Università di Messina.
"Il cervello umano riesce a elaborare enormi quantità di informazioni consumando una frazione dell'energia richiesta dai sistemi di intelligenza artificiale. Una delle ragioni è che nel cervello i processi dimemoria edelaborazione sono strettamenteintegrati nelle stessereti neurali", osserva Giuseppe Iannaccone, docente dell'ateneo pisano e autore dello studio. "Nei computer invece - prosegue - i dati devono essere continuamente trasferiti tra memoria e processore, con un elevato dispendio energetico".
Per avvicinarsi al modello umano, i ricercatori hanno sviluppato nuove memorie elettroniche basate sumateriali bidimensionaliche consentono diconservare le informazionie svolgereoperazioni di calcolonello stesso punto del chip. Il risultato è stato ottenuto grazie a unanuova architetturachecombina due materiali, ilbisolfuro di molibdenoe ilbisolfuro di niobio.
La combinazione riduce uno dei principali limiti dei dispositivi bidimensionali, la resistenza di contatto, migliorando sensibilmente le prestazioni. Secondo Iannaccone, "questa nuova tecnologia è compatibile con i chip in silicio oggi prodotti dall'industria elettronica e lasfida attuale è rendere l'intelligenza artificialesemprepiù potentema anchepiù sostenibiledal punto di vista energetico e utilizzabile su piccoli sensori e dispositivi autonomi".


