Ivirus si candidano a promettenti 'corrieri' per trasportarefarmaci findentro ilcervello econsegnarli aspecifiche cellule:si tratta dei cosiddetti 'batteriofagi', cioè virus capaci diriconoscere e attaccare ibatterima che sono del tuttoinnocuiper l'essere umano, tanto che il nostro organismo ne ospita normalmente in grandi quantità. Un gruppo di ricercatori italiani coordinato da Valentina Castagnola della Fondazione Pisana per la Scienza, in collaborazione con l'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova e l'Università di Bologna, ha messo a punto una versione ingegnerizzata di questi virus che sono capaci diattraversare la barriera emato-encefalica, che spesso impedisce l'ingresso di farmaci nel cervello. Il risultato, pubblicato sulla rivista Advanced Healthcare Materials, apre a nuovi trattamenti per malattie neurodegenerative e tumori cerebrali.

"Il mio lavoro - afferma Castagnola - punta a sfruttaresistemi nano- e micrometriciassemblati dallanatura, e dunque già in grado di interagire con le cellule del nostro corpo, eriprogrammarli per svolgere funzioni terapeutichedi interesse. Questo approccio prende il nome di 'nanomedicina biomimetica'".

Gli autori dello studio hanno esaminato leproprietà del batteriofago M13, che è in grado di infettare il batterio Escherichia coli.Una volta ingegnerizzati tramite modifiche del loro genoma, questi virus sono risultaticapaci di attraversare la barriera emato-encefalica senza perderela propriaintegrità strutturale, né la propria capacità di raggiungere specifici bersagli una volta all'interno del cervello. Queste caratteristiche li rendono dei sistemi di trasporto molto promettentiperveicolare terapie dirette al cervelloattraverso il sangue, dunque con un approccio che riduce alminimo l'invasività.