(Arv) Venezia, 3 novembre 2026 Nel corso della seduta odierna, il Consiglio Veneto ha approvato, con 27 voti favorevoli, 10 contrari e 6 astenuti, il disegno di legge n. 130, di iniziativa della Giunta, di variazione al bilancio di previsione 2026-28 della Regione del Veneto, relatore, il presidente della Prima commissione consiliare, Andrea Tomaello (Stefani Presidente), correlatore, il vicepresidente Paolo Galeano (Partito Democratico).

La proposta legislativa apporta modifiche agli stanziamenti di spesa e di entrata del bilancio regionale. Le risorse (4,6 milioni di euro messi a disposizione del Consiglio regionale, 34,2 milioni messi a disposizione dalla Giunta, e 10 milioni derivanti dall’utilizzo delle risorse accantonate) consentono di intervenire su infrastrutture e viabilità, sociale, impianti sportivi, cultura e pesca, per un valore di circa 48,8 milioni di euro per il 2026. In particolare, l'allocazione delle risorse permette di far fronte alla riduzione delle entrate previste dai pedaggi della Superstrada Pedemontana Veneta per 11 milioni di euro, all'adeguamento salariale per i dipendenti regionali previsto dal rinnovo contrattuale 2025-2027, con 6,2 milioni per il 2026, e al rifinanziamento di diverse linee di spesa regionali: tra gli interventi più significativi figurano 3 milioni per la manutenzione della rete stradale regionale, 2,6 milioni per la mobilità e la sicurezza stradale dei comuni, 4,1 milioni per lavori pubblici di particolare urgenza, 4,5 milioni per l'impiantistica sportiva, 1 milione per manifestazioni ed eventi culturali e 1,1 milioni di cofinanziamento regionale per interventi nel settore della pesca, che attivano risorse complessive per 7,4 milioni nell'ambito del fondo europeo FEAMPA. Sono inoltre previsti nuovi stanziamenti a favore delle persone con disabilità psicofisiche e interventi di restauro degli edifici di culto, nonché il finanziamento pluriennale da 160 milioni di euro per l'ammodernamento della SR 308 "Nuova strada del Santo": in questo caso, l'iniziativa legislativa prevede un contributo straordinario a Veneto Strade per l'intervento sul tratto di 4,2 km, compreso tra gli svincoli di Mejaniga (Bragni-Bagnoli) e Cadoneghe, con una ripartizione delle risorse pari a 10 milioni nel 2026, 30 milioni nel ‘27, 35 milioni nel ‘28, altrettanti nel ‘29 e 50 milioni nel ‘30.

Il consigliere Galeano, nel corso della correlazione, ha giudicato la variazione di bilancio come “un’operazione di piccolo cabotaggio, non all’altezza delle sfide grandi, urgenti e importanti che anche la nostra comunità veneta sta vivendo”, posizione analoga a quella espressa dai consiglieri di Alleanza Verdi e Sinistra, Elena Ostanel, che ha puntualizzato come la variazione rappresenti “il punto politico di una Giunta che si occupa di grandi impegni infrastrutturali riducendo le risorse per sanità, sociale e servizi ai cittadini e che continua ad annunciare molto sui giornali senza mostrare nulla di concreto”, e Carlo Cunegato, che ha denunciato “la mancanza di investimenti sulla mobilità sostenibile; servono, inoltre, maggiori risorse per rispondere alle emergenze sociali e ai bisogni delle famiglie”. Alessandro Del Bianco (Pd) ha concentrato il proprio intervento “sull’assenza del tema relativo all’utilizzo delle risorse derivanti dalle concessioni idroelettriche, che vanno sbloccate subito a favore delle province”, mentre le esponenti dem Monica Sambo e Chiara Luisetto hanno stigmatizzato, rispettivamente, “il sottofinanziamento della cultura in Veneto, in attesa che la Giunta trasformi gli annunci in risorse concrete e faccia della cultura una vera priorità regionale”, e “l’attenzione riservata alle infrastrutture a scapito di priorità come sicurezza idrogeologica, ferrovie, welfare e sostegno ai caregiver”. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Flavio Baldan, annunciando la propria astensione, ha criticato una variazione di bilancio che “in una fase di rallentamento economico, destina poche risorse al sostegno immediato del sistema produttivo veneto”. Il capogruppo di Resistere Veneto, Riccardo Szusmki, ha chiesto “maggiori investimenti per la sanità, lo sblocco dei canoni Enel e interventi concreti per i comuni di confine, in particolare nel portogruarese, per contrastare la perdita di servizi e il rischio di passaggio al Friuli”. Il capogruppo di Riformisti Veneti in Azione, Nicolò Rocco, ha criticato “l’assenza di una visione strategica della Giunta sul futuro del Veneto: serve superare la logica della Regione “tax free” per recuperare risorse da destinare alle politiche pubbliche, soprattutto a favore delle giovani generazioni”. Il consigliere Stefano Valdegamberi (Gruppo misto - Futuro Nazionale) ha annunciato l’astensione sottolineando “la concentrazione di investimenti su Strada del Santo e Pedemontana a discapito di territori come Verona e Rovigo: la Giunta spieghi priorità infrastrutturali e ricadute sugli altri territori veneti”, mentre la consigliera Rosanna Conte (Lega-LV) ha posto l’accento “sugli stanziamenti a favore della pesca, delle marinerie di Chioggia e Caorle e delle aziende colpite dalla crisi delle vongole”. Al termine della discussione sono intervenuti l’assessore regionale Filippo Giacinti, che ha rivendicato “la gestione delle risorse di bilancio, in particolare il finanziamento della SR 308, funzionale anche al nuovo ospedale di Padova, e la scelta di utilizzare risorse accantonate anziché ricorrere a nuovo indebitamento” e, per preannunciare il voto positivo alla variazione di bilancio, i capigruppo Riccardo Barbisan (Lega-LV) e Alberto Bozza (Forza Italia).

L’Aula, inoltre, ha approvato, con 36 voti favorevoli e un astenuto, la proposta di deliberazione amministrativa n. 22, relativa al bilancio di previsione 2027-29 del Consiglio regionale, illustrata dal vicepresidente dell’assemblea, Andrea Micalizzi (Pd). In sintesi, il fabbisogno finanziario del Consiglio, del Garante regionale dei diritti della persona, del Comitato regionale per le comunicazioni e dell’Osservatorio regionale sulla violenza contro le donne, ammonta a circa 50 milioni di euro; i fondi regionali trasferiti dalla Giunta per il funzionamento del Consiglio rimangono sostanzialmente invariati rispetto all’esercizio precedente.

Il Consiglio ha approvato, con 25 voti favorevoli e 13 astenuti, anche la proposta di legge n. 128 rubricata “Misure straordinarie a favore degli enti locali proprietari di strutture iscritte nell'elenco delle 'Città murate' del Veneto”, illustrata in Aula dal primo firmatario, il consigliere Alessio Morosin (Liga Veneta Repubblica), correlatore, la consigliera Chiara Luisetto (Partito Democratico). L’iniziativa mira a rendere più agevole la concessione di contributi regionali ai comuni inseriti nell'elenco delle città murate qualora la legge regionale di finanziamento abbia uno stanziamento limitato a una sola annualità.  L’Aula, inoltre, ha dato il via libera, con 35 voti favorevoli e 4 astenuti, alla proposta di deliberazione amministrativa n. 16, relativa al programma di attività del Comitato regionale per le Comunicazioni del Veneto per l’anno 2027, già illustrato in Prima commissione dal presidente del Corecom, Tommaso Razzolini, e presentato all’assemblea dal capogruppo Matteo Pressi (Stefani Presidente), correlatore, il capogruppo Riccardo Szumski (Resistere Veneto).  Via libera unanime, infine, alla Risoluzione n. 43, a prima firma della consigliera Ostanel (AVS) rubricata “Allineare la dotazione finanziaria per la tutela e la valorizzazione dei beni e delle attività culturali all'importanza attribuita alla cultura nei principi della legge regionale 16 maggio 2019, n. 17 (Legge per la cultura)”.

Il Consiglio, in apertura della seduta odierna, su indicazione del capogruppo Riccardo Barbisan (Lega-LV), ha eletto Alvise Canniello e Tiziana Pradolini quali componenti del consiglio di amministrazione della società Veneto Sviluppo, in sostituzione di due componenti dimissionari, e Riccardo Calaciura quale componente esperto in materia di agricoltura e foreste della Commissione per la determinazione dell’indennità di espropriazione della Provincia di Vicenza, anche in questo caso in sostituzione di un componente dimissionario.

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