MERANO. Un Richard tormentato, quello vinto da Crack Chichi. Lo steeple grande di Maia non fa sconti, in quattro dei sei partenti finiscono a terra. Master Silvia seconda per mancanza di altri concorrenti in una corsa falciadiata dalle cadute.

Il grigio di Favero ha dunque avuto partita facile. Il primo colpo di scena nelle fasi iniziali, alla fence, che ha respinto Giant Hawk ma soprattutto Nobel che dopo la caduta rimaneva tragicamente a terra, esanime. Un ruzzolone la cui dinamica non ha lasciato scampo al baio allenato da Vana Sr, vincitore nel giugno meranese della Gran Siepi d'Italia. Lo steeple di Maia gli era già rimasto indigesto due settimane fa quando finì a terra al talus.

Qualche centinaio di metri dopo un nuovo, doppio capitombolo, all'oxer grande: era Un Pour Tous a sbalzare di sella Kousek, nel patatrac rimaneva coinvolto anche Babosso ma un acrobatico Vana praticamente cadeva in piedi e riusciva a non farsi sfuggire il cavallo che, rimontato, avrebbe chiuso terzo - naturalmente lontano dai primi. A questo punto, con oltre metà marcia ancora da compiere, la partita si è trasformata in una sfida a due. Crack Chichi davanti, Master Silvia a un paio di lunghezze, così è andata fino alla fine, con Romano che ha solo dovuto evitare cali di concentrazione: «Il terreno morbido – ha poi commentato il jockey – ha consentito a Crack di galoppare meglio rispetto ad altre volte. Certo, per come è andata è difficile dire tanto altro».

Per Romano era il secondo successo del pomeriggio di Maia dopo quello, in apertura di giornata, in coppia con Alba Reale. L'eccellente saltatrice di Favero, alle prese con i 5.000 metri del cross Associazione Arma di Cavalleria, ha brillantemente superato l'esame dominando da un capo all'altro. Gli altri se la sono giocata per la seconda miglior moneta, appannaggio di Matin de Clermont davanti a Monjoliano.

Il tris di giornata Favero l'ha centrato con Patelli affermatosi nel Premio Lions Club Maiense. Anche qui una caduta ha tolto di mezzo il favorito, Romis: Patelli ne ha saputo approfittare ammaestrando nel finale un tenace Salar Fircroft.

Fra i tre anni, invece, l'alloro è andato a Contu e al suo Liberge che Columbu ha piazzato in capo al gruppo sin dai primi metri. Sulla piegata conclusiva ha poi scavato un solco difeso con efficacia fin sul palo sul quale alle sue spalle finivano, nell'ordine, Wiston, Sono Giuliano e Furret.