PHOTO
BOLZANO. Nella programmazione di Alex Schwazer verso Rio de Janeiro c’è una tappa quasi obbligata che sa di ritorno alle origini: l’allenamento di rifinitura tra le montagne di casa. Da oggi, e per poco più di un mese, il marciatore altoatesino si allenerà in Alto Adige. Luoghi di allenamento saranno le stradine asfaltate della piana di Vipiteno, tra Castel Tasso ed il campo d’aviazione, e quelle della sua Calice di Racines. Location ideale perché, oltre ad essere nota all’atleta, offre percorsi pianeggianti. A seguire attentamente i lavori di rifinitura sarà come sempre il suo allenatore Sandro Donati. Saranno sedute soprattutto qualitative dove verrà messo a punto il gesto biomeccanico della marcia. La condizione complessiva del marciatore vipitenese è considerata eccezionale, addirittura migliore di quella del mese scorso, quando trionfò sulla 50 chilometri del Mondiale per Nazioni di Roma (prima gara dopo la squalifica di 3 anni e 9 mesi) e giunse secondo nella 20 km a La Coruña.
La road map che porterà Schwazer è stata definita nei dettagli proprio l’indomani della vittoria ottenuta a Caracalla. Alex prima di Rio non tornerà più a Roma, si allenerà in altura a Vipiteno e a fine luglio partirà direttamente alla volta del Brasile. I primi giorni serviranno per trovare la giusta acclimatazione. C’è ancora una riserva che dovrà essere pubblicamente sciolta: se parteciperà o meno anche alla 20 km olimpica. Stando a quanto era trapelato al termine della gara di La Coruña e ai ben informati, l’annuncio ufficiale dovrebbe arrivare nelle prossime settimane. Ulteriori dettagli dell’operazione Rio saranno forniti in occasione del “media-day” che la manager Giulia Mancini sta allestendo in Alto Adige il giorno 19 (luogo e orario da definire).
È proprio la gara sulla distanza più lunga del programma dell’atletica leggera quella dove sono riposte le maggior aspettative. Negli anni, a partire dall’agosto 2005 quando un po’ a sorpresa vinse il bronzo iridato a Helsinki, Schwazer ha ampiamente dimostrato che la sua gara è la 50 km. Va considerato che negli ultimi anni prima della positività al doping si è messo in luce anche su quella più breve. L’esempio è il secondo posto (diventato poi primo per la squalifica postuma del russo Emelyanov) agli Europei di Barcellona nel 2010. La 20 km negli anni è diventata una gara sprint, una gara quasi per giovanissimi, una gara che si decide negli ultimi chilometri dove tremendi sono i cambi di ritmo dove c’è un gran lavoro per i giudici nel distribuire ammonizioni e proposte di squalifiche (la fase di sospensione diventa molto più evidente). La 50 è molto più tranquilla, la tecnica di marcia viene più curata, normalmente la chiave di volta è dopo il 35esimo chilometro, con la grande incognita della tenuta fisica. Alex con 3 ore 39’00 è il secondo della graduatoria 2016. Meglio di lui solo il francese Yohann Diniz (3h37’48) ma il marciatore transalpino da quel 19 marzo si è visto davvero poco.
©RIPRODUZIONE RISERVATA


