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MERANO. Un finale vietato ai deboli di cuore, un guizzo a sorpresa ed ecco il più giovane della compagnia beffare i più esperti e blasonati colleghi. Alpha Two, scuderia battente bandiera ceca ma con sangue italiano, ha vinto il quarto Grande Steeple-Chase d'Europa, lasciando di sasso nei metri conclusivi Allen Voran, il francese di Macaire che molti davano per vincitore ancor prima di partire. I due a poco dal palo hanno rubato la merenda a Budapest che aveva giocato la sua chance anticipando la volata. Quarto Imprezer compagno di colori del vincitore, quinto Zarkali, tutti in meno di dieci lunghezze. Poi più discosto Pareto, caduto sulla piegata finale Dar Said quando lottava coi primi, fermato l'altro transalpino, Quick Fire di marchio Ortet, che ha sparato tutto nella prima parte di gara sciogliendosi come neve al sole quando s'è trattato di fare sul serio.
Orfane di Kandinskiy, ritirato, le speranze di casa si concentravano su Zarkali e Dar Said. Due carte importanti, entrambe targate Favero. Ma, un po' per sfortuna e un po' per reali valori, sono stati travolti dall'ondata straniera. Josef Vana sr, la gloria dell'ostacolismo ceco, firma così con Alpha Two anche la seconda classica di gruppo 1 della primavera meranese, dopo la Gran Siepi d'Italia della settimana scorsa.
Non uno qualunque, Alpha Two della Staj Evi, che l'hanno scorso si è guadagnato sul campo i galloni di miglior steepler della generazione 2007. A confronto coi “grandi” non s'è fatto spaventare, anzi. L'ottimo Cyriaque Santerne l'ha accomodato nelle retrovie del gruppo, mentre davanti a menare le danze ci pensavano Quick Fire prima e Dar Said poi, senza fargli sprecare nemmeno una stilla di energia. Ha lasciato fare anche quando, sulla retta di fronte alle tribune, Budapest, Imprezer e Dar Said hanno forzato la mano e tentato la fuga in avanti. Alpha Two si è accodato ad Allen Voran, anche lui a margine della disputa per tre quarti della marcia, facendosi trascinare sui fuggitivi che perdevano Dar Said all'arginello della curva finale. L'aggancio si è compiuto in dirittura. Quando Allen Voran si è concretizzato all'esterno di Budapest, sull'ultimo salto, sembrava partita finita. E invece ecco il fulmine a ciel sereno, all'esterno di tutti, inatteso dallo stesso Reveley che in sella al francese aveva fatto corsa su altri, certo non su Alpha Two. Che nei 50 metri conclusivi sembrava avere le ali agli zoccoli e spiccava il volo verso il traguardo dove pietrificava il transalpino.
Al rientro diceva tutto il gesto di Santerne che, prima di scendere di sella indicava il cavallo come per dire “ha fatto tutto lui”.
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