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DOBBIACO . Sabato Anders Gløersen era sfuggito all’attenzione anche dei più attenti. Nella marea di èlite il norvegese si era piazzato 31° in classico, lui che nel 2015 aveva vinto l’oro in staffetta ai Mondiali di Falun. Ieri però ha dimostrato a tutti di che pasta è fatto, lui che lo scorso anno aveva firmato, a pochi chilometri di distanza, la Gran Fondo Val Casies.
Al microfono sorride con la corona che gli ha messo al collo Stephanie Santer, lei che la Dobbiaco-Cortina l’aveva vinta nel 2002 quando era solo in classico: «La gara è stata durissima dall’inizio alla fine ed avere dei buoni materiali è stato determinante ai fini del successo finale; qui il paesaggio è davvero meraviglioso, anche se noi di testa abbiamo poco tempo per godercelo».
Fa buon viso a cattivo gioco Sebastiano Pellegrin, sicuramente sognava il gradino più alto del podio: «Dura, anche perché la condizione non è al massimo, non sono pienamente soddisfatto perché puntavo alla vittoria, ma la stagione è andata così. Percorso sempre bello, non è una novità, in particolare sulla salita di Cimabanche».
La “lotta” tra Carabinieri si è risolta a favore di Stefano Gardener: «Siamo partiti non fortissimo, per poi aumentare verso Ospitale e Cimabanche rimanendo subito in quattro, scendendo dandoci il cambio. Noi dei Carabinieri avevamo ottimi materiali, ma allo stadio il norvegese era più fresco. Complimenti all’organizzazione per come ha preparato il tracciato».
Difficile descrivere la soddisfazione, il sorriso e quel pizzico di commozione negli occhi di Giulia Stuerz. Il primo atto dopo aver ricevuto la corona al collo in tutta fretta dalla Santer (in pochi si aspettavano la prima donna così presto) è stato l’abbraccio con mamma e papà, poi ci ha detto: «Dopo la mancata convocazione ho dovuto impostare nuovamente gli obiettivi e capire cosa volevo veramente a piccoli step. Più che vincere la gara ho pensato a divertirmi, sciare bene tornando a fare fatica, le persone che voglio ringraziare sanno già chi sono. È la prima volta che corro qui ma è veramente uno spettacolo, grazie agli organizzatori e alle Fiamme Oro. Le difficoltà che ho avuto in questo ultimo periodo sono state in un certo senso utili per fare uscire tutto l’amore che ho per il fondo».
Giocava un po’ in casa Erica Antoniol, che vive a Sovramonte: «Ho perso il gruppo, Giulia (Stuerz, ndr) e la Roncari erano staccate e mi è toccato fare tutta la gara da sola guardando l’orologio. Ottimi i rifornimenti dell’organizzazione, sarà un piacere ritornare. Grazie alle Fiamme Oro».
Un podio è sempre grande soddisfazione e Debora Roncari ieri è salita sul terzo gradino: «Diciamo che ho patito parecchio ad arrivare a Cimabanche, e lì mi hanno staccato quel tanto da non riuscire più a recuperare. Sono contenta di averla gestita abbastanza bene. Per quanto riguarda le condizioni, oggi (ieri, ndr) faceva molto freddo e la neve per questo era velocissima, ma è sempre bello ed un piacere correre qui».
Infine il microfono passa a Stephanie Santer del comitato organizzatore: «Siamo molto soddisfatti del fine settimana, il meteo oggi ci ha premiato con una splendida giornata. Grazie soprattutto a tutti i volontari che ci hanno aiutato, gli Sci Club e i Vigili del Fuoco che hanno permesso di salvaguardare l’aspetto sicurezza».
Al microfono sorride con la corona che gli ha messo al collo Stephanie Santer, lei che la Dobbiaco-Cortina l’aveva vinta nel 2002 quando era solo in classico: «La gara è stata durissima dall’inizio alla fine ed avere dei buoni materiali è stato determinante ai fini del successo finale; qui il paesaggio è davvero meraviglioso, anche se noi di testa abbiamo poco tempo per godercelo».
Fa buon viso a cattivo gioco Sebastiano Pellegrin, sicuramente sognava il gradino più alto del podio: «Dura, anche perché la condizione non è al massimo, non sono pienamente soddisfatto perché puntavo alla vittoria, ma la stagione è andata così. Percorso sempre bello, non è una novità, in particolare sulla salita di Cimabanche».
La “lotta” tra Carabinieri si è risolta a favore di Stefano Gardener: «Siamo partiti non fortissimo, per poi aumentare verso Ospitale e Cimabanche rimanendo subito in quattro, scendendo dandoci il cambio. Noi dei Carabinieri avevamo ottimi materiali, ma allo stadio il norvegese era più fresco. Complimenti all’organizzazione per come ha preparato il tracciato».
Difficile descrivere la soddisfazione, il sorriso e quel pizzico di commozione negli occhi di Giulia Stuerz. Il primo atto dopo aver ricevuto la corona al collo in tutta fretta dalla Santer (in pochi si aspettavano la prima donna così presto) è stato l’abbraccio con mamma e papà, poi ci ha detto: «Dopo la mancata convocazione ho dovuto impostare nuovamente gli obiettivi e capire cosa volevo veramente a piccoli step. Più che vincere la gara ho pensato a divertirmi, sciare bene tornando a fare fatica, le persone che voglio ringraziare sanno già chi sono. È la prima volta che corro qui ma è veramente uno spettacolo, grazie agli organizzatori e alle Fiamme Oro. Le difficoltà che ho avuto in questo ultimo periodo sono state in un certo senso utili per fare uscire tutto l’amore che ho per il fondo».
Giocava un po’ in casa Erica Antoniol, che vive a Sovramonte: «Ho perso il gruppo, Giulia (Stuerz, ndr) e la Roncari erano staccate e mi è toccato fare tutta la gara da sola guardando l’orologio. Ottimi i rifornimenti dell’organizzazione, sarà un piacere ritornare. Grazie alle Fiamme Oro».
Un podio è sempre grande soddisfazione e Debora Roncari ieri è salita sul terzo gradino: «Diciamo che ho patito parecchio ad arrivare a Cimabanche, e lì mi hanno staccato quel tanto da non riuscire più a recuperare. Sono contenta di averla gestita abbastanza bene. Per quanto riguarda le condizioni, oggi (ieri, ndr) faceva molto freddo e la neve per questo era velocissima, ma è sempre bello ed un piacere correre qui».
Infine il microfono passa a Stephanie Santer del comitato organizzatore: «Siamo molto soddisfatti del fine settimana, il meteo oggi ci ha premiato con una splendida giornata. Grazie soprattutto a tutti i volontari che ci hanno aiutato, gli Sci Club e i Vigili del Fuoco che hanno permesso di salvaguardare l’aspetto sicurezza».


