PHOTO
BOLZANO. L’aria che soffia su Lake Placid dai monti Appalachi è un’aria magica che ti sospinge verso la storia. Ne sanno qualcosa i giovani giocatori universitari d’America che venerdì 22 febbraio del 1980 sconfissero ‘l’Armata Rossa’ (Urss) nella semifinale olimpica di hockey in quella leggendaria partita poi chiamata ‘Miracle on Ice’ e da ieri lo sanno anche gli slittinisti italiani.
La storica tripletta, dal sapore di leggenda, capeggiata dall’immenso Armin Zöggeler, il ‘Cannibale’, e confezionata dal suo erede designato Dominik Fischnaller e da un mai domo David Mair può essere considerata un ‘Miracle in the sledges’. In una fase che pareva essere delicata per il nostro slittino con il grande Armin che aveva saltato i Mondiali e con in vista un ricambio generazionale, ecco la zampata vincente del ‘professore dello slittino’, di colui che ha frantumato ogni record lungo i budelli ghiacciati.
Zöggeler ha dato un forte segnale a tutto il mondo, compagni di squadra compresi, trionfando per la 55esima volta in Coppa del mondo portandosi ad un solo podio da quota 100 nel circuito mondiale che lui frequenta ormai dal 1993. Quella ottenuta ieri, a 39 anni, dal fuoriclasse maresciallo dei Carabinieri di Foiana è una vittoria che giunge a quasi due anni dall’ultima che risaliva al 19 febbraio 2011 a Sigulda. La tripletta messa a segno da Armin, Dominik e David, tutte e tre fantastici portacolori del Centro Sportivo Carabinieri, è la nona italiana nella storia. L’ultima risale a 27 anni fa (stagione 1985/1986) quando il 22 dicembre 1985 a Valdaora, Norbert Hubert mise in riga Paul Hildgartner ed Hansjorg Raffl. A Lake Placid, l’Italia dello slittino, da sempre targata Alto Adige, centrò la tripletta anche il 30 gennaio 1983 guidata sempre da Hildgartner. A livello statistico la prima risale al 18 febbraio 1979 quando a Igls, Hildgartner battè Karl Brunner ed Ernst Haspinger.
Al termine della prima manche Fischnaller guidava con un vantaggio di 48 millesimi sul capitano mentre Mair era quarto alle spalle della sorpresa norvegese Thor Haug Norbech. Il 28enne nativo di Vipiteno, tuttavia, con una discesa priva di errori riusciva a scavalcare lo scandinavo nella seconda discesa ed a garantirsi il primo podio in carriera. Straordinaria la discesa del ‘Cannibale’ che tracciava e pennellava le curve come un artista mostrando la sua classe immensa. Su una delle piste considerate tra le più tecniche ed impegnativi al mondo, Armin infliggeva ai più giovani rivali (ai quali non si esime di dare consigli) una incontestabile lezione di guida. Neppure una piccola imperfezione nel finale impediva all’altoatesino di firmare il miglior tempo di manche e scavalcare di 212 millesimi Fischnaller, il suo delfino e fresco campione del mondo juniores.
«Ho preferito saltare i Mondiali della scorsa settimana per pensare alla ripresa sotto l'aspetto fisico. Le due settimane di riposo a casa mi sono servite, mi hanno rigenerato e sono arrivato qui a Lake Placid nel pieno delle forze - ha detto Zöggeler -. Ho gareggiato al top. Questa è una vera pista di slittino dove non dipende tutto solo dalla partenza, ma dalla guida che si tiene per tutto il tracciato».


