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BOLZANO. Il suo traguardo sono le Olimpiadi di Sochi 2014 ma per arrivarci lui è consapevole che il percorso si preannuncia difficile e tortuoso. Ai quasi 39 anni - è nato il 4 gennaio 1974 - che iniziano a farsi sentire con quel sempre latente mal di schiena, si aggiunge la mancanza di materia prima - la pista in Italia - per potersi allenare tranquillamente e testare con dedizione i suoi bolidi. Causa tutto ciò, il cammino potrebbe essere più intricato e con qualche punto interrogativo. A combattere contro questi fattori c’è però un uomo, un ‘Cannibale’, un simpatico ragazzone di Foiana in Alto Adige, un maresciallo dei Carabinieri, che vuole ancora divertirsi, che cerca la sfida con chi ha 10-15 anni meno di lui ma che soprattutto nutre ancora una fortissima passione per lo slittino.
Lui si chiama Armin Zöggeler e domani mattina dal budello ghiacciato più vicino rispetto casa, quello di Igls nei pressi di Innsbruck, parte per una nuova avventura.
«La voglia di gareggiare è sempre tanta. Voglio iniziare subito alla grande, conquistare punti pesanti per la Coppa del mondo e poi si vedrà durante la stagione. Sono abbastanza deluso ed arrabbiato per la chiusura della pista di Cesana».
Questa contestata decisione quanto rischia di influire in termini di condizione?
«Speriamo di non accusare troppo ritardo nei confronti dei tedeschi che si sono allenati per tutta l’estate in pista. Mancherà sicuramente il periodo di allenamento che avevamo previsto a Cesana dove erano previste verifiche sui materiali. Abbiamo fatto tanto, ma c’è ancora da lavorare».
Quale futuro per lo slittino in Italia?
«E’ un grande punto interrogativo. Mi dispiace soprattutto per i nostri giovani che su una pista molto tecnica come Cesana potevano crescere. Non è ammissibile che in Italia non si riesca a tenere aperta una pista per lo slittino – tuona Armin che in bacheca vanta cinque medaglie olimpiche, dieci Coppe del mondo, 54 vittorie nel circuito e sei ori mondiali -. In Germania tengono aperti quattro budelli contemporaneamente».
Come è andato il confronto con i tedeschi nei recenti test a Sochi?
«Premetto che è una pista molto impegnativa, un po’ come le montagne russe. Dopo cinque curve iniziano i tratti in salita. Complessivamente ce ne sono tre, il più lungo da 80 metri. La velocità massima si avvicina ai 135 chilometri orari. La brina ha variato molto le condizioni ma comunque sono soddisfatto degli allenamenti anche se onestamnete qualcosa manca nei confronti dei tedeschi. È sempre molto difficile dirlo ma Loch, Möller, Langenhan e Ludwig oltre ai lettoni sono gli avversari da battere».
Punta più sulla Coppa del mondo o sui Mondiali?
«Diciamo che a Whistler Mountain (quella della rassegna iridata, ndr), dove vinsi il bronzo olimpico nel 2010, le nostre slitte fanno parecchia fatica perché si gareggia con partenza abbassata (a seguito della morte in allenamento del georgiano Nodar Kumaritashvili durante i Giochi). Per questo preferisco concentrarmi sulla Coppa».


