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SOCHI. Nadia Fanchini ci è arrivata vicina, molto vicina, nello slalom gigante di ieri: l’azzurra ha chiuso al quarto posto, a 11 centesimi dal bronzo di Viktoria Rebensburg, nemmeno 4 decimi dall’argento di Anna Fenninger, 5 scarsi dall’oro di Miss Olimpiade Tina Maze, che ha fatto doppietta dopo la discesa libera. Oddio, è andata ancora peggio a Federica Brignone, uscita nella prima manche con tanto di infortunio al ginocchio destro, ma anche a Denise Karbon, ottava nella prima manche e a pelle di leopardo nella seconda in quella che era la sua ultima gara a cinque cerchi: «Forse era destino che non conquistassi una medaglia olimpica – ha detto l’altoatesina di Castelrotto – Anche oggi brutto tempo e una pista che non era certo quella dove so mettere a frutto le mie doti. Ma è stata comunque una bella esperienza».
Oggi (prima manche alle 8, seconda alle 11.30) c’è solo un modo per riscattare l’amarezza delle ragazze: salire sul podio, portare via una medaglia a chi – come Ligety, Hirscher, Neureuther e Pinturault – l’ha prenotata da mesi. Difficile, ma non impossibile, considerato innanzitutto che il tedesco – dopo l’incidente stradale con tanto di colpo di frusta – potrebbe addirittura non partire e che il Ligety visto finora non è certo quello dei Mondiali di Schladming. Potrebbe riuscirci Manfred Mölgg: il badiota, “graduato” del gigante, partirà con il numero 4. Può provarci anche il roveretano Davide Simoncelli (pettorale 20), che ha finalmente “fatto la pace” con i nuovi materiali. E deve provare a dare tutto anche il giovanissimo noneso Luca De Aliprandini (24), che non ha nulla da perdere. Parola di Jacques Theolier, allenatore degli slalomgigantisti azzurri.
Manfred Moelgg rimane una delle sue poche certezze.
Certo, a tratti scia come i migliori: sbaglia ancora tanto, ma il suo livello è quello dei più forti. Da lui mi attendo qualcosa di più in slalom, però in gigante parte con un numero basso e può succedere di tutto.
Simoncelli ha fatto finalmente la pace con questi nuovi materiali?
Ultimamente lo vedo bene, da Adelboden in poco più di un mese ha fatto dei passi avanti. Ha capito che la situazione è questa, ha cambiato mentalità ed è più sereno. Ovviamente, dipende dalla neve; ma anche a St. Moritz, dove non c'era certo la "sua" neve, ha sciato bene: se le condizioni fossero buone, anche Davide può giocarsi qualcosa d'importante.
De Aliprandini è stato il primo a qualificarsi, poi però ha fatto un po' di fatica a confermarsi ad alti livelli.
Ha ottenuto la qualificazione a Val d'Isere, su una pista ripida e durissima. Su nevi più molli, con il pettorale alto, fa molta più fatica. Dopo la discesa libera di Kitzbühel era distrutto. Lui ha bisogno di tanta energia, quando è stanco non riesce a fare velocità. Ma è ancora giovane, per lui sarà sicuramente una bella esperienza.
Ci presenta la pista olimpica di gigante?
È una pista facile ma, attenzione, questo non significa che la gara olimpica sarà semplice: a St. Moritz, dove c'era una pista altrettanto abbordabile, sono usciti in 25... Questa è una pista per Ligety, dove si può fare sempre velocità. Ma la prima manche la disegnerà il mio collega francesce Chastan: traccerà molto stretto, per dare qualche chance ai suoi atleti, e questo potrebbe anche favorirci.
@mauridigiangiac
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