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BOLZANO. «La nostra speranza è che Bolzano diventi ufficialmente city-partner della federazione italiana scherma. L’organizzazione nel marzo 2013 di quella che posso già considerare la manifestazione più imponente di sempre per gli under 14 con 1800 atleti in gara farà diventare questa città capitale mondiale della scherma giovanile».
Così Giorgio Scarso, presidente della Federscherma italiana e numero due di quella mondiale, lancia un prestigioso e vero e proprio Campionato del mondo in tutte e tre le armi (sciabola, spada e fioretto) riservato alle categorie sotto i 14 anni. Sede e data dell’evento il Palasport di Bolzano e, per il 2013, dal 1° al 3 marzo.
«La nostra intenzione è quella di far restare per sempre questa manifestazione a Bolzano – ha affermato Scarso che ieri era atteso in Alto Adige ma l’aereo della compagnia Air Alps che lo doveva portare a Bolzano ha avuto un guasto mentre si trovava già sulla pista di decollo -. Questa tre giorni sarà intitolata alla memoria di Edoardo Mangiarotti (il più grande schermitore italiano morto il 25 maggio scorso all’età di 93 anni, ndr). Per noi è importante che questa figura resti viva nella memoria dei giovani che si avvicinano a questa disciplina».
Presidente Scarso, perché è stata scelta proprio la città di Bolzano quando in Italia ci sono centri storici come quello di Jesi?
«Per motivi diversi. Premetto che l’Italia è una delle Nazioni di riferimento per la scherma nel mondo. La proposta alla federazione internazionale è stata nostra e subito ha avuto grandi consensi – afferma Scarso, dirigente originario di Modica nel Ragusano nonché colui che importò negli anni Settanta la scherma nei paesi del Centro e Sud America -. È una manifestazione che arriva nel Centenario della fondazione della federazione mondiale e quindi assume un’eccezionale importanza. Va sottolineato che la società di Bolzano ha già dato ampie dimostrazioni nell’organizzare gare in maniera ottimale. Poi ci sono gli impianti sportivi all’altezza, l’accoglienza della città è sempre stata molto buona e va tenuto conto della centralità sullo scacchiere europeo».
In un’epoca di sensibile calo di vocazioni nei confronti dello sport da parte dei giovani, nella scherma c’è l’effetto delle medaglie olimpiche?
«Sì. Posso dire che nelle sale del nostro Paese stiamo avendo una sorta di overbooking di bambini e bambine in tutte le armi. La scherma è un po’ l’orgoglio di tutti e sta dando un bel messaggio di sport pulito, elegante. Non dimentichiamoci che è uno sport di grande tradizione italiana – precisa Scarso -. Siamo reduci da una grande Olimpiade, ma noi non lavoriamo solo sui campioni di oggi, ma dobbiamo costruire il futuro. Con questa grande manifestazione giovanile guardiamo alle Olimpiadi del 2024 e 2028».
Nei giorni scorsi abbiamo assistito ad un ‘duello’ verbale a distanza tra Elisa Di Francisca e Valentina Vezzali. La prima ha affermato che se vendesse gelati non accoglierebbe la Vezzali nel migliore dei modi, la seconda ha tuonato nei confronti di Elisa che di “gelati da mangiare ne ha ancora tanti”. Qual è il suo commento a questo siparietto?
«Intanto di moderare i termini anche se ogni tanto queste cose possono accadere. Sono sempre compagne di squadra. Ho visto che quando c’è da fare squadra non ci sono di questi, lasciatemi dire, anche divertenti battibecchi. Eppoi, come in tutte le famiglie, qualche discussione ci può anche scappare. Ma quella della scherma italiana resta sempre una grande famiglia».
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