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BOLZANO. Rimini, Rimini, Rimini. Batte forte il cuore del Ds biancorosso Paolo Bravo che domenica tornerà a calcare (da dirigente) il terreno del “Romeo Neri”, catino che lo vide protagonista per sette stagioni e mezzo: trascorse tre con la maglia da terzino sinistro ed il restante periodo in giacca e cravatta da direttore sportivo del club della città dell’arco di Augusto. Insomma, per l’attuale direttore sportivo dell’Fc Alto Adige quella di domenica arà una sfida dal sapore particolare, un ritorno a casa ma stavolta nelle vesti di avversario come dirigente.
“Non è la prima volta che torno al “Romeo Neri” da avversario – precisa Bravo – ci fu già un’occasione con il Santarcangelo. Per me rimane comunque sempre una emozione particolare, tornare in quello stadio che mi ha regalato tante soddisfazioni calcistiche, tra le quali c’è anche quella in cui andammo vicini la promozione in serie A (stagione 2006-2007), dove giungemmo quinti alle spalle di Juve, Napoli e Genoa. Un campionato popolato da piazze incredibili…una sorta di A2, e noi eravamo una squadra davvero forte.
Il presidente Bellavista fece grossi investimenti per allestire una squadra con Handanovic, Matri, Ricchiuti, Cristiani, insomma tutti giocatori che poi finirono a giocare nella massima serie. Eravamo una squadra di grande livello e per me era un lusso giocare in quel team a 31 anni.
L’avversario più ostico?
Indubbiamente Pavel Nedved…per fermarlo dovevi dargli delle botte ma ho visto che le assorbiva bene! Oltre a questa importante esperienza, con il Rimini ho conquistato due promozioni, realizzando il gol che ci portò in serie B nella sfida contro il Chieti (2-1 finale), e la coppa Italia di serie C.”
E per il pubblico del “Romeo Neri” quel capellone longilineo che percuoteva la fascia sinistra è sempre stato un “burdel” da coccolare ed applaudire.
“Il pubblico di Rimini riconosceva il mio modo di stare in campo che era abbastanza caldo, ovvero quello di uno che non si risparmiava. Quando c’era saliva la tensione ero sempre in mezzo…adesso lo chiamerebbero una testa calda. Rimini fa parte della mia vita…sono sempre grato alla gente romagnola perché mi ha reso più importante come calciatore e adottandomi come cittadino”.
A Rimini, Paolo Bravo ha piantato le tende anzi l’ombrellone. Il ds dell’Alto Adige, difatti, da sedici anni nella città romagnola, ha legato la sua presenza con l’attività del “Bagno 46”, stabilimento balneare frequentato soprattutto (manco a dirlo) da calciatori e dirigenti.
“Quando capiì che era arrivato il momento giusto – ricorda Bravo – cominciati a maturare l’idea di lasciare il calcio giocato, pur avendo ricevuto altre proposte come quella del Foggia.
La mia testa stava già pensando altri progetti imprenditoriali. Fu così che avendo deciso di vivere a Rimini e dovendo cercare un lavoro, decisi che la vita balneare poteva fare al caso mio. Insieme al mio socio Giuseppe, prendemmo in gestione il “Bagno 46” e dopo quattro anni lo acquistammo”.
Domenica Paolo Bravo tornerà a respirare aria di casa, resa ancor più frizzante dalla sfida che porrà di fronte il “suo” Rimini, del neo mister Acori, al suo Alto Adige.
“Per noi questa partita vuol dire continuare un percorso di crescita che stiamo sviluppando dall’inizio dell’anno. Incontreremo un’avversaria che vuol fare bella figura e caricata a dovere.
Ci tengo a dire che ogni periodo è idealmente un libro che si mette via e chi sfoglia a distanza di tempo e nei momenti più emozionanti. Per me è successo con il Rimini e spero che anche il mio libro con l’Alto Adige sia ricco di emozioni e soddisfazioni. Ringrazio l’Alto Adige che mi ha dato la possibilità di pormi nella ribalta a livello nazionale e spero di poterla ripagare centrando al massimo ogni obiettivo ed aspettativa”.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
“Non è la prima volta che torno al “Romeo Neri” da avversario – precisa Bravo – ci fu già un’occasione con il Santarcangelo. Per me rimane comunque sempre una emozione particolare, tornare in quello stadio che mi ha regalato tante soddisfazioni calcistiche, tra le quali c’è anche quella in cui andammo vicini la promozione in serie A (stagione 2006-2007), dove giungemmo quinti alle spalle di Juve, Napoli e Genoa. Un campionato popolato da piazze incredibili…una sorta di A2, e noi eravamo una squadra davvero forte.
Il presidente Bellavista fece grossi investimenti per allestire una squadra con Handanovic, Matri, Ricchiuti, Cristiani, insomma tutti giocatori che poi finirono a giocare nella massima serie. Eravamo una squadra di grande livello e per me era un lusso giocare in quel team a 31 anni.
L’avversario più ostico?
Indubbiamente Pavel Nedved…per fermarlo dovevi dargli delle botte ma ho visto che le assorbiva bene! Oltre a questa importante esperienza, con il Rimini ho conquistato due promozioni, realizzando il gol che ci portò in serie B nella sfida contro il Chieti (2-1 finale), e la coppa Italia di serie C.”
E per il pubblico del “Romeo Neri” quel capellone longilineo che percuoteva la fascia sinistra è sempre stato un “burdel” da coccolare ed applaudire.
“Il pubblico di Rimini riconosceva il mio modo di stare in campo che era abbastanza caldo, ovvero quello di uno che non si risparmiava. Quando c’era saliva la tensione ero sempre in mezzo…adesso lo chiamerebbero una testa calda. Rimini fa parte della mia vita…sono sempre grato alla gente romagnola perché mi ha reso più importante come calciatore e adottandomi come cittadino”.
A Rimini, Paolo Bravo ha piantato le tende anzi l’ombrellone. Il ds dell’Alto Adige, difatti, da sedici anni nella città romagnola, ha legato la sua presenza con l’attività del “Bagno 46”, stabilimento balneare frequentato soprattutto (manco a dirlo) da calciatori e dirigenti.
“Quando capiì che era arrivato il momento giusto – ricorda Bravo – cominciati a maturare l’idea di lasciare il calcio giocato, pur avendo ricevuto altre proposte come quella del Foggia.
La mia testa stava già pensando altri progetti imprenditoriali. Fu così che avendo deciso di vivere a Rimini e dovendo cercare un lavoro, decisi che la vita balneare poteva fare al caso mio. Insieme al mio socio Giuseppe, prendemmo in gestione il “Bagno 46” e dopo quattro anni lo acquistammo”.
Domenica Paolo Bravo tornerà a respirare aria di casa, resa ancor più frizzante dalla sfida che porrà di fronte il “suo” Rimini, del neo mister Acori, al suo Alto Adige.
“Per noi questa partita vuol dire continuare un percorso di crescita che stiamo sviluppando dall’inizio dell’anno. Incontreremo un’avversaria che vuol fare bella figura e caricata a dovere.
Ci tengo a dire che ogni periodo è idealmente un libro che si mette via e chi sfoglia a distanza di tempo e nei momenti più emozionanti. Per me è successo con il Rimini e spero che anche il mio libro con l’Alto Adige sia ricco di emozioni e soddisfazioni. Ringrazio l’Alto Adige che mi ha dato la possibilità di pormi nella ribalta a livello nazionale e spero di poterla ripagare centrando al massimo ogni obiettivo ed aspettativa”.
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