BOLZANO. «La tensione è alta, le sensazioni sono positive». Non si può dire che manchino le emozioni nella carriera di Walter Baumgartner, presidente dell'Fc Alto Adige. In due anni e mezzo di reggenza, il consigliere provinciale Svp è alla seconda esperienza nei playout, con una promozione nel mezzo.
«E' vero - riprende il numero uno della società di via Cadorna - posso sicuramente dire di averne viste di tutti i colori. Il problema è che questa stagione avrei preferito finisse con una salvezza tranquilla, ma vorrà dire che ce la gusteremo di più quando arriverà attraverso i playout».
La settimana di sosta tra fine campionato e inizio playout come l'ha presa?
«Credo che a noi abbia fatto bene, ci dà più tempo per prepararci al meglio. Certo, un po' logora l'attesa del giorno del giudizio».
Nel frattempo, dalle aule dei tribunali calcistici, è giunta la notizia che sarà certamente il Ravenna il vostro avversario.
«Sì, ma non sono fra quelli che è preoccupato perchè sarebbe più forte del Pavia. Queste sono partite delicate, un avversario vale l'altro, l'importante è la tua prestazione. Certo, hanno fatto più punti delle altre, potrebbero, però, accusare psicologicamente il fatto di essere finiti ai playout per problemi extracalcistici».
Avete finito con una sconfitta a Pagani che è stata interpretata come una vittoria. Però perdere con la frequenza dell'ultimo periodo non è proprio beneaugurante per uno spareggio così delicato.
«E' vero, abbiamo perso in Campania ma per 70 minuti non avevamo rischiato nulla. Il gol loro era in fuorigioco ma non mi interessa tornare su questi aspetti. Dico solo che la partita l'abbiamo gestita e non ho mai avuto paura di perdere con due gol di scarto. Nel complesso le sensazioni sono state positive».
Ha già vissuto un playout due anni fa. Che differenze trova?
«Retrocedere nei dilettanti allora sarebbe stata una tragedia, stavolta sarebbe meno grave. Però anche contro la Valenzana la fiducia ci ha sorretto nei momenti difficili e ci siamo salvati, sono sicuro accadrà anche questa volta».
Se si perde col Ravenna, la Prima Divisione potrebbe tornare attraverso i ripescaggi. Rispettereste i severi parametri economici richiesti?
«Non parlerò mai di questa eventualità se non dopo la fine dei playout. Non la vedo molto beneaugurante. In ogni caso posso solo dire che faremo di tutto per giocare in Prima Divisione anche l'anno prossimo, anche perchè a livello di bilancio siamo un esempio per tutto il calcio nazionale».
Chiudiamo con la questione della cittadella di Laives. Ma lei è sempre convinto che la vedrà sorgere un giorno?
«Io sono convinto di questo perchè la nostra società non può proseguire la sua attività senza questa struttura. Certo, il processo di arrivo non è ancora terminato ma posso dire che le difficoltà superate sono già state tante. Io continuo a credere che il progetto di Laives sia il migliore e quello più idoneo a far coesistere i vari interessi: quello sportivo, quello commerciale e quello della comunità. Da presidente dell'Alto Adige posso dire con certezza che avremo una cittadella un giorno: se non sarà a Laives sarà da un'altra parte».

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