BOLZANO. Il punto più basso risale alla stagione 1984-85, con la retrocessione in Prima Categoria. Ma anche quella di domenica 5 maggio 2013 è una data che Franco Murano, presidente del Bolzano, ha segnato nel libro nero della storia di questa società che, fondata nel 1931 e rifondata nel 1996, ha conosciuto anche il grande calcio della serie B (stagione 1947-48).

Presidente Murano, è finita nel peggiore dei modi...

«Questo è lo sport, ma non faccio drammi. I problemi veri sono ben altri».

Finire in Promozione con un organico di prim’ordine e un allenatore professionista. Cosa non ha funzionato?

«L’adattamento al campionato. Abbiamo avuto una partenza ad handicap. Un solo punto in sei giornate ci ha davvero penalizzato».

Qualche giocatore l’ha delusa?

«Diciamo che qualcuno non ha capito, o l’ha fatto tardi, cosa vuol dire indossare la maglia del Bolzano».

Già, e cosa vuol dire?

«Questa maglia profuma di storia, blasone, amore per i colori sociali. In concreto, sul campo, a livello dilettantistico, pesa più di altre e ti può rendere la vita difficile».

Contro il Bolzano si gioca alla...morte, insomma

«Ci sono squadre per cui battere il Bolzano vale un campionato. Una situazione simile l’abbiamo vissuta due domeniche fa contro l’Appiano. Ha vinto e brindato. Salvo poi, nel turno successivo, mandare in campo una formazione totalmente rimaneggiata. Fermo restando, comunque, che ognuno è libero di fare come vuole».

Qualcosa che non rifarebbe?

«Se il campionato iniziasse oggi, non farei nulla di diverso. A cominciare dal mister».

Armenise resterà ancora al Bolzano?

«Manca ancora una giornata al termine per cui è prematuro parlarne. Io comunque lo vorrei anche come allenatore in Promozione. E’ un professionista serio e preparato».

E sul fronte giocatori?

«Con Armenise è importate avere ragazzi che sappiano mettersi bene in sintonia con i suoi metodi di lavoro. Con lui non serve chi al calcio ha già dato ma chi deve ancora dare».

Brutta parola per lei, la Promozione?

«Diciamo che vedrò di levarmela di torno il più in fretta possibile. Sì sì, lo scriva pure: il Bolzano risorgerà subito».

Ipotesi ripescaggio?

«Sinceramente, non so se sia una strada percorribile. Nell’eventualità, sì certo, inoltrerò la domanda».

Che campionato di Eccellenza è stato?

«Devo dirlo? Il peggiore degli ultimi anni, forse di tutta la storia del calcio dilettantistico regionale. Il Dro lo sta vincendo per forza d’inerzia. Le sembra possibile che abbia ancora tre punti di vantaggio sulla seconda pur avendo vinto una sola partite nelle ultime sette? Vincere un’Eccellenza a suon di pareggi una volta era inimmaginabile».

Si è giocato per non vincere?

«Sono un tesserato, quindi mi fermo qui. Non posso dire tutto quello che vorrei».

Possibile rimedio?

«Che la nostra Federazione organizzi il campionato come nel resto d’Italia».

L’Eccellenza non è uguale per tutti?

«Assolutamente no. Il nostro comitato è l’unico che organizza il torneo a 16 squadre, nelle altre zone d’Italia si gioca in 18. Con playoff e playout. Sa che cosa significa?»

Ce lo dica...

«Niente calcoli, in campo si va solamente per fare punti».

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