MILANO. Ci vuole una prodezza del giovane Karamoh dalla distanza per consentire all'Inter di ritrovare, a spese del Bologna, la vittoria dopo otto partite e riportarsi al terzo posto, approfittando della sconfitta della Lazio contro il Napoli, sabato sera. E il “giro” del terzo posto si compatta, considerando che poi ieri nel posticipo serale che ha chiuso la 24ª giornata, la Roma ha avuto paura contro il Benevento andando sotto di un gol, ma poi ha dilagato e dunque ora c’è l’Inter al terzo posto a 48 punti, seguito dalla Roma a 47 e dalla Lazio a 46. Resta il fatto che quella dell’Inter è stata una vittoria firmata Spalletti, dato che un gol lo trova Eder, scelto per sostituire Icardi. Ma i problemi nerazzurri non sono superati, vista l'amnesia difensiva che era costata il momentaneo pareggio e i pericoli corsi alla fine in superiorità numerica. Avanzano Sampdoria e Torino infiammando la corsa per l'Europa League, che comprende il rigenerato Milan e l'Atalanta. In coda pari deludente pari tra Sassuolo e Cagliari; Laxalt, come contro la Lazio, trova il gol da tre punti per il Genoa con una grande conclusione in recupero contro uno scialbo Chievo.

Entrando nel dettaglio delle partite di ieri, sembra mettersi tutto bene per l'Inter. Icardi è infortunato e Spalletti lo sostituisce con Eder che dopo 2' è già in gol su assist di Brozovic. I nerazzurri insistono ma non trovano il raddoppio e il pari arriva su un pasticcio difensivo: Miranda svirgola e Palacio fa fuori Handanovic segnando il gol dell'ex. L’Inter rivede i soliti fantasmi, nella ripresa la porta del Bologna sembra stregata ma l'intuizione di Spalletti di schierare Karamoh viene ripagata: il francese da fuori trova una traiettoria mirabile che si insacca. M'baye poi colpisce Rafinha per un rosso diretto, anche se l'Inter rischia nel forcing degli avversari che chiudono in nove per un fallaccio di Masina.

Meno facile del previsto il compito della Sampdoria che fatica all'inizio col Verona. Doriani propositivi e che si giovano della posizione di trequartista di Caprari. Quagliarella colpisce il palo ma la supremazia si concretizza nella ripresa con un bel cross di Caprari che libera Barreto che di testa segna sfruttando un errore di posizione della difesa. Poi l'ingresso di Verde scuote il Verona, ma Quagliarella su rigore fissa il 2-0 siglando il suo 17° gol di una stagione da incorniciare.

Avanza il Torino, che ha il compito più complicato contro l' Udinese. È Iago Falque il motore offensivo granata: colpisce una traversa, poi disegna una traiettoria da corner che N'Koulou di testa trasforma in gol. Prima però l’aiutino lo aveva avuto: l'arbitro pur con il Var annulla un gol a Barak per un fuorigioco di Maxi Lopez che in pochi (solo lui?) hanno visto. I friulani, con mister Oddo furioso per questo a fine gara, perdono fiducia e in contropiede il Toro raddoppia col primo gol di Belotti dopo quasi due mesi, quasi a confermare i sospetti che senza di lui il Torino no faccia granchè.

In zona salvezza il Sassuolo continua la lunga fase negativa lasciandosi imporre il pari da un Cagliari ordinato. Berardi sta diventando sempre più un problema e non una risorsa per la squadra: anche stavolta fa cilecca fallendo una ghiotta occasione. Il Sassuolo si porta a +6 sulla terzultima.

Andamento lento anche per il Chievo che non sfonda la difesa del Genoa a cui viene annullato un gol di Pandev. Ma oramai c'è una “zona Laxalt”: l'esterno con un gran tiro confeziona allo scadere tre punti preziosi per il Genoa.