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alpe cermis. Gran finale del Tour de Ski in Val di Fiemme: la Final Climb all’Alpe Cermis ha incoronato il re e la regina. In campo maschile, l’immenso Alexander Bolshunov si dimostra battagliero fino alla fine: «Da oggi sono il migliore atleta russo nell’albo d’oro del Tour de Ski. Questo è il secondo anno che calco il gradino più alto di questo podio e l’umore ne esce decisamente rinfrancato».
Federico Pellegrino, 14°, è soddisfatto del suo Tour: «Ho portato a termine il mio primo Tour de Ski, lottando in ogni gara, dalla prima all'ultima, cercando di confrontarmi non solo con gli avversari ma anche con me stesso. Riuscire a far sì che vada tutto bene in un Tour de Ski è difficile, ho imparato a conoscermi un po ’di più sotto alcuni punti di vista». Sfortunato De Fabiani, 15°, che oggi ha rotto entrambi i bastoncini: «Questa salita non mi piacerà mai, secondo me non è sci di fondo. Diciamo che se le gare fossero queste io non sarei in Coppa del Mondo: tutte le volte, quattro, che ho salito il Cermis ho perso posizioni».
Forma fisica non al top
Contento Ventura, 32°: «In generale sono felice del mio Tour, sicuramente in qualche gara avrei potuto fare meglio ma nel complesso sono soddisfatto». Salvadori, 35°, lamenta una forma fisica non al top: «Ad eccezione di qualche tappa, il mio fisico non ha risposto bene. Speriamo di arrivare più preparati ai Mondiali». Al 42° posto ha chiuso in classifica generale Mirco Bertolina, che sulla salita ha dato il massimo: «Io ho dato tutto e più di così non riuscivo ad andare».
Quest’anno l’aquila statunitense ha planato sul gradino più alto del podio femminile per la prima volta nella storia del Tour: Jessie Diggins è elettrizzata: «L’alchimia giusta è stata avere sci perfetti e un team che mi è stato vicino dall’inizio alla fine. È stato il Tour perfetto. Jessie Digginsfondo negli Stati Uniti». Un ringraziamento alla splendida organizzazione della Val di Fiemme: «Adoro la Val di Fiemme e l’Italia in generale, non solo per il Tour. Mi piace il cibo, il paesaggio, il sole, le persone».
Al lavoro per i mondiali
Un cenno di merito va a Yulia Stupak, seconda, autrice di un ballo liberatorio: «Sono diventata mamma un anno fa, ho visto la Final Climb in televisione e ho visto quanto fosse difficile come gara e quanto ripida fosse la salita. Ho pensato: forse l’anno prossimo salirò su quel podio». Migliore delle italiane Anna Comarella, 20.a:«Sono contenta di questo Tour de Ski: oggi sono stanca, ho bisogno di recuperare ma ho avuto degli ottimi riscontri dal mio fisico». Lucia Scardoni, 31.a, pensa al futuro: «Adesso mi riposerò un po’ e poi mi concentrerò per i Mondiali e le gare al nord». Francesca Franchi, 32.a, emozionata, si dispiace per la mancanza del solito pubblico: «Oggi non c’era pubblico, non immagino cosa voglia dire tutto quel tifo a livello di adrenalina, per me è stata già superlativa così».
Il primo muro
Martina Di Centa, 37.a, parla della salita: «Quando ti trovi davanti il primo muro vorresti che fosse meno ripido. È difficile farsi davvero un’idea di cosa sia». Ilaria Debertolis, 41.a, chiude la sua esperienza al Tour pensando alla preparazione futura: «Vorrei partecipare ai Mondiali, ma non voglio andarci se resto in questa condizione di forma. Con la mia esperienza voglio andarci per fare bene».
Federico Pellegrino, 14°, è soddisfatto del suo Tour: «Ho portato a termine il mio primo Tour de Ski, lottando in ogni gara, dalla prima all'ultima, cercando di confrontarmi non solo con gli avversari ma anche con me stesso. Riuscire a far sì che vada tutto bene in un Tour de Ski è difficile, ho imparato a conoscermi un po ’di più sotto alcuni punti di vista». Sfortunato De Fabiani, 15°, che oggi ha rotto entrambi i bastoncini: «Questa salita non mi piacerà mai, secondo me non è sci di fondo. Diciamo che se le gare fossero queste io non sarei in Coppa del Mondo: tutte le volte, quattro, che ho salito il Cermis ho perso posizioni».
Forma fisica non al top
Contento Ventura, 32°: «In generale sono felice del mio Tour, sicuramente in qualche gara avrei potuto fare meglio ma nel complesso sono soddisfatto». Salvadori, 35°, lamenta una forma fisica non al top: «Ad eccezione di qualche tappa, il mio fisico non ha risposto bene. Speriamo di arrivare più preparati ai Mondiali». Al 42° posto ha chiuso in classifica generale Mirco Bertolina, che sulla salita ha dato il massimo: «Io ho dato tutto e più di così non riuscivo ad andare».
Quest’anno l’aquila statunitense ha planato sul gradino più alto del podio femminile per la prima volta nella storia del Tour: Jessie Diggins è elettrizzata: «L’alchimia giusta è stata avere sci perfetti e un team che mi è stato vicino dall’inizio alla fine. È stato il Tour perfetto. Jessie Digginsfondo negli Stati Uniti». Un ringraziamento alla splendida organizzazione della Val di Fiemme: «Adoro la Val di Fiemme e l’Italia in generale, non solo per il Tour. Mi piace il cibo, il paesaggio, il sole, le persone».
Al lavoro per i mondiali
Un cenno di merito va a Yulia Stupak, seconda, autrice di un ballo liberatorio: «Sono diventata mamma un anno fa, ho visto la Final Climb in televisione e ho visto quanto fosse difficile come gara e quanto ripida fosse la salita. Ho pensato: forse l’anno prossimo salirò su quel podio». Migliore delle italiane Anna Comarella, 20.a:«Sono contenta di questo Tour de Ski: oggi sono stanca, ho bisogno di recuperare ma ho avuto degli ottimi riscontri dal mio fisico». Lucia Scardoni, 31.a, pensa al futuro: «Adesso mi riposerò un po’ e poi mi concentrerò per i Mondiali e le gare al nord». Francesca Franchi, 32.a, emozionata, si dispiace per la mancanza del solito pubblico: «Oggi non c’era pubblico, non immagino cosa voglia dire tutto quel tifo a livello di adrenalina, per me è stata già superlativa così».
Il primo muro
Martina Di Centa, 37.a, parla della salita: «Quando ti trovi davanti il primo muro vorresti che fosse meno ripido. È difficile farsi davvero un’idea di cosa sia». Ilaria Debertolis, 41.a, chiude la sua esperienza al Tour pensando alla preparazione futura: «Vorrei partecipare ai Mondiali, ma non voglio andarci se resto in questa condizione di forma. Con la mia esperienza voglio andarci per fare bene».


