PHOTO
MERANO. Le preghiere dell’allenatore Greg Wroblewski sono esaudite. Il Santo va in paradiso e il Merano trova un nuovo alfiere sulla sua scacchiera. Cosa dire? La corsa di Santo Cerro parla da sola, via criniera al vento al comando, come ama correre, filato da Piton de Neiges, il francesino di Aichner recente acquisto oltralpe. Perfetto nei salti, inavvicinabile lungo il percorso, nel finale ha messo in campo un’altra marcia, finendo in piena spinta mettendo in crisi Piton, che correndo per la vittoria ha perso le piazze. Certo, rimane il dubbio della distanza: il “Merano” sono 5000, con gli ultimi cinquecento che pesano come un macigno e che asciugano i polmoni, ma questo Santo è un santo vero con tanto di aureola. Certo, il 30 settembre dovrà rinunciare a Jan Faltejsek, che salvo ripensamenti salirà in sella ad Al Bustan, ma chi non vorrebbe montarlo? Wroblewski non dovrebbe sudare sette camice per trovargli un degno interprete.
Piton, come accennato, ha corso da pretendente alla corona ma come spesso succede ha pagato il suo ardire alla prima apparizione sulla pista, restando in debito di ossigeno, cedendo a Dusigrosz e alla puntata di Notti Magiche (davvero molto bene al debutto in steeple).
La siepi non ha riservato sorprese, come del resto lo steeeple. Sul gradino più alto del podio i colori rosso stellati di Christian Troger, grazie a Leonardo da Vinci e Ventotene, rispettivamente primo e secondo. Questo Leonardo ha dipinto la sua Gioconda pennellando lungo il percorso e finendo a velocità doppia degli avversari, con un impeccabile Raffaele Romano a disegnarne i colori. Ventotene ha completato la tela con il posto d’onore per la gioia meritata di Christian Troger.
Doppio in giornata per i gloriosi colori di Dormello in piano. Un doppio che riporta indietro negli anni, quando il rossocrociato Santandrea dettava legge in tutta Europa. Particolarmente lungimirante il successo di Biedermann, in testa dal via e capace di sottrarsi agli avversari con una retta potente e orgogliosa. Sempre impeccabile e all’altezza della situazione Fabio Branca in sella.
Il Bolzano, vecchia gloria e classica del programma ha premiato un rientrante: Pretending. Fermo da diversi mesi, il vincitore è stato presentato in condizioni invidiabili da Alduino Botti e con un finale scoppiettante è venuto a regolare un più che meritevole I Do.
Entusiasmante come sempre la gentleman con successo a mezza sorpresa di Giacas ben interpretato da Orti e con posto d’onore di Zoraida e un ritrovato Antonio Ferramosca all’altezza della sua fama e George Rooke, dal quale Riccardo Belluco ha estratto anche l’ultima stilla di sudore.
Il simpatico intermezzo degli avelignesi (ben vengano) ha fatto da preludio al Premio Associazione turistica Tirolo di chiusura. Ha vinto l’attesissimo Desire To Fire, che più di una corsa ha fatto un’esibizione pubblica, isolandosi in dirittura per dominare gli avversari dall’alto di una superiorità disarmante.
E adesso via di corsa al Ferragosto, con un programma monstre che comprende il Premio delle Alpi e il Terme una listed degna di un impianto metropolitano.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Piton, come accennato, ha corso da pretendente alla corona ma come spesso succede ha pagato il suo ardire alla prima apparizione sulla pista, restando in debito di ossigeno, cedendo a Dusigrosz e alla puntata di Notti Magiche (davvero molto bene al debutto in steeple).
La siepi non ha riservato sorprese, come del resto lo steeeple. Sul gradino più alto del podio i colori rosso stellati di Christian Troger, grazie a Leonardo da Vinci e Ventotene, rispettivamente primo e secondo. Questo Leonardo ha dipinto la sua Gioconda pennellando lungo il percorso e finendo a velocità doppia degli avversari, con un impeccabile Raffaele Romano a disegnarne i colori. Ventotene ha completato la tela con il posto d’onore per la gioia meritata di Christian Troger.
Doppio in giornata per i gloriosi colori di Dormello in piano. Un doppio che riporta indietro negli anni, quando il rossocrociato Santandrea dettava legge in tutta Europa. Particolarmente lungimirante il successo di Biedermann, in testa dal via e capace di sottrarsi agli avversari con una retta potente e orgogliosa. Sempre impeccabile e all’altezza della situazione Fabio Branca in sella.
Il Bolzano, vecchia gloria e classica del programma ha premiato un rientrante: Pretending. Fermo da diversi mesi, il vincitore è stato presentato in condizioni invidiabili da Alduino Botti e con un finale scoppiettante è venuto a regolare un più che meritevole I Do.
Entusiasmante come sempre la gentleman con successo a mezza sorpresa di Giacas ben interpretato da Orti e con posto d’onore di Zoraida e un ritrovato Antonio Ferramosca all’altezza della sua fama e George Rooke, dal quale Riccardo Belluco ha estratto anche l’ultima stilla di sudore.
Il simpatico intermezzo degli avelignesi (ben vengano) ha fatto da preludio al Premio Associazione turistica Tirolo di chiusura. Ha vinto l’attesissimo Desire To Fire, che più di una corsa ha fatto un’esibizione pubblica, isolandosi in dirittura per dominare gli avversari dall’alto di una superiorità disarmante.
E adesso via di corsa al Ferragosto, con un programma monstre che comprende il Premio delle Alpi e il Terme una listed degna di un impianto metropolitano.
©RIPRODUZIONE RISERVATA


